Giornale, Numero 28 del 28 luglio 2018

LOTTA AL CAPORALATO

Redazione di Operai Contro, Sono tornati in libertà la presunta caporale Maria Macchia, incaricata di reclutare i braccianti e segnare le presenze, l’amministratore e l’addetto alla contabilità dell’azienda agricola Extrafrutta […]

Redazione di Operai Contro,

Sono tornati in libertà la presunta caporale Maria Macchia, incaricata di reclutare i braccianti e segnare le presenze, l’amministratore e l’addetto alla contabilità dell’azienda agricola Extrafrutta di Bisceglie, Bernardino Pedone e Massimo Dell’Orco, accusati di aver pagato per anni 2 mila braccianti agricoli a circa 2 euro e 50 l’ora, facendoli lavorare fino a 14 ore consecutive.

Viene da chiedersi: Per quale motivo il gip li ha rimessi  in liberta?

Le accuse erano sbagliate?

No le accuse erano vere

il gip del Tribunale di Bari Rosanna de Cristofaro li ha rimessi in libertà perchè hanno ammesso il loro reato.

Quando si tratta di padroni e i loro servi, basta ammettere di essere colpevoli per tornare liberi

Per i padroni e i loro servi la magistratura trova sempre un motivo per lasciarli liberi

Un bracciante

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