Giornale, Numero 20 del 20 luglio 2018

PER QUELLI CHE HANNO LA MEMORIA CORTA

Operai, stiamo assistendo a un genocidio di proporzioni bibliche provocato dall’imperialismo, in primis quello degli Stati Uniti, Inglese, Francese, Canadese, Italiano e altri paesi. I politicanti di questi paesi hanno […]

Operai, stiamo assistendo a un genocidio di proporzioni bibliche provocato dall’imperialismo, in primis quello degli Stati Uniti, Inglese, Francese, Canadese, Italiano e altri paesi. I politicanti di questi paesi hanno provocato delle guerre, spacciandole per guerre umanitarie, cosa ci sia di umanitario nel provocare milioni di morti, città rase al suolo e costringere milioni di uomini a scappare? Volevano esportare la democrazia, omettendo di dire che il vero interesse era quello di garantire ai padroni il massimo del profitto con materie prime rapinate ai paesi distrutti dalle guerre e ridurre la merce forza lavoro a livello di schiavitù. Questo intervento “umanitario” ha provocato una macelleria umana. Le stragi che quotidianamente avvengono nel mediterraneo o lungo i confini terrestri sono un pugno nello stomaco che non possiamo ricevere passivamente anche perché su queste tragedie il populismo sta facendo la sua fortuna politica, dicendo che la miseria che colpisce sempre più italiani è colpa degli immigrati. Operai, i responsabili della nostra miseria sono i padroni, con licenziamenti di massa, salari da fame, minacce e ricatti che in periodi di crisi come quella attuale i padroni utilizzano per mettere poveri contro poveri, sia economicamente e se necessita anche militarmente. Chi è il nemico? I populisti dicono che sono gli immigrati. Gli operai coscienti della loro condizione di schiavi salariati dicono che da sempre sono i padroni. E quando ad emigrare erano gli italiani? Era il 17 Marzo 1891: davanti al porto di Gibilterra affonda la nave Utopia, muoiono circa 562 emigrati italiani, lo scafista era Johon Mckeague, che se la cavo’ con una cauzione di 480 sterline. Poi il 6 Dicembre 1907: a Monongah, cittadina del West Virginia nel cuore minerario degli Stati Uniti, muoiono 361 minatori dei quali 171 erano italiani. Il 22 ottobre 1913 a Dawson nello stato americano del New Mexico, muoiono circa 263 minatori dei quali 146 erano italiani. Tra il 1946 ed il 1963 gli italiani morti nelle miniere in Belgio furono 867 su un totale di 1126 vittime: a Marcinelle l’8 Agosto 1956 muoiono 262 minatori, 136 erano italiani. Operai, per i padroni e i loro lacchè siamo carne da macello: tra il 1946 e il 1956 più di 140mila italiani lasciarono i propri cari per andare in Belgio,  questo era il prezzo di un accordo tra l’Italia e il Belgio che prevedeva un gigantesco baratto: l’Italia doveva inviare in Belgio 2mila operai a settimana e, in cambio, il Belgio si impegnava a fornire all’Italia 200kg di carbone al giorno per ogni minatore. Operai, oggi un immigrato prende 3 Euro all’ora per lavorare nei campi sotto il sole e spesso qualcuno muore; gli italiani per i padroni e i loro lacchè valevano 200kg di carbone che servivano per fare andare le fabbriche dove i padroni schiavizzavano altri operai e dove ogni giorno a quei tempi circa 10 operai al giorno morivano per il profitto dei padroni. Chi è il nemico? I padroni. Avere individuato il nemico e i politicanti asserviti di Dx e di Sx non è sufficiente, bisogna organizzarsi in modo indipendente. Il PARTITO OPERAIO è lo strumento che ci permette di lottare in modo organizzato per porre fine alla dittatura economica borghese e liberarci dalla schiavitù salariata.

A.L.

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