Giornale, Numero 14 del 14 giugno 2018

L’esercito degli invisibili

Caro Operai Contro, un esercito di non votanti è completamente ignorato, sia dai politici diretti interessati, sia dal servilismo dell’informazione, dalle cronache locali, ai tromboni della comunicazione. Tutti lanciati nell’assumere […]

Caro Operai Contro,

un esercito di non votanti è completamente ignorato, sia dai politici diretti interessati, sia dal servilismo dell’informazione, dalle cronache locali, ai tromboni della comunicazione. Tutti lanciati nell’assumere e dare per scontato il fatto che, ormai da più tornate elettorali, i voti validi espressi raggiungono il 50% o poco più degli aventi diritto.

Anche nelle ultime elezioni comunali il non voto dilaga al 40%, con punte che arrivano al 73%, come al comune di Roma, dove i votanti sono stati il 27%, o come in provincia di Milano dove ha votato solo il 52%, tolte schede bianche e nulle, siamo al di sotto della fatidica maggioranza che si dovrebbe esprimere per eleggere governanti e amministratori!

E’ il fallimento compiuto del minestrone della democrazia borghese, che nel “suffragio universale” insieme al voto mischia i diversi e anche contrapposti interessi delle classi sociali, per ricavarne la cosidetta “maggioranza”, adibita  a “governare democraticamente”!

Un inganno per gli operai e gli strati più deboli, che sempre più numerosi disertano il “suffragio universale” del minestrone fra le classi, il cui risultato ogni volta non cambia: comandano i padroni e gli operai devono continuare a fare gli schiavi salariati, in condizioni sempre peggiori.

Tutti fingono che nulla sia successo, metà degli elettori ha detto basta, non votano più, ma vengono ignorati alla stregua di un esercito di invisibili. La maggioranza governa democraticamente anche così!

Il numero dei parlamentari di ciascun partito viene assegnato come se avessero votato il 100% degli aventi diritto. Una bufala colossale. Ci hanno fatto una testa cosi sulla beltà della democrazia borghese, “ogni testa un voto”. Invece è proprio il contrario, siccome fa comodo al potere “ogni voto conta per due”, cosi anche se i voti validi sono la metà degli aventi diritto, la “rappresentatività” del baraccone dei padroni è salva, almeno l’apparenza.

Anche il capo dello Stato è capo di ciò che rimane dello Stato, visto che i suoi organi rappresentativi stanno in piedi solo con metà dell’elettorato.

Prima di ogni votazione ci sono le previsione dei sondaggi. Prima dello spoglio delle schede ci sono gli exit poll, ovvero i sondaggi all’uscita del seggio elettorale. E’ strano che agli intervistati in questi sondaggi, che pur restano anonimi, nessuna agenzia di stampa o di indagine demoscopica abbia mai chiesto l’attività, la professione del votante, insomma un riscontro che potesse indicare la tipologia sociale del votante stesso e di converso dei non votanti.

Non è un caso che queste agenzie non rendano noto l’identità sociale dei non votanti, verrebbe ufficialmente in luce che sono gli operai la componente decisiva dei non votanti, ma ufficializzare questo, non sarebbe consono con un’informazione complementare al potere.

L’esercito degli invisibili è in marcia. Gli operai, la sua componente decisiva, si organizza in quanto classe per spazzare via, con il sistema dei padroni, anche il loro teatrino parlamentare.

Saluti Oxervator

Lascia una risposta