Giornale, Numero 8 del 8 giugno 2018

LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI

Operai, questa scritta campeggia a carattere cubitali nelle aule dei palazzi di giustizia. In questi palazzi la borghesia dominante esercita le leggi fatte da politicanti e da un parlamento di […]

Operai, questa scritta campeggia a carattere cubitali nelle aule dei palazzi di giustizia. In questi palazzi la borghesia dominante esercita le leggi fatte da politicanti e da un parlamento di lacchè; queste leggi sono tutte al servizio dei padroni e le utilizzano per sottomettere la maggioranza della popolazione. In questi palazzi non si è mai visto un padrone che viene condannato per i crimini che commette in quei lager chiamati “fabbriche”: morti sul lavoro, mutilati gravi, salari da fame, e licenziamenti punitivi per chi osa ribellarsi. Tutto questo in nome del profitto,  quel profitto che viene estorto agli operai e che permette ai padroni di fare una vita da nababbi; una parte di questa rapina i padroni la devolvono a tutti quelli che permettono loro il dominio sulla società: Esercito, apparato repressivo, magistratura, politicanti e sindacalisti asserviti. Chi osa ribellarsi a questo dominio riceve: anni di galera, manganellate e licenziamenti. La corte suprema (cassazione). ha accolto il ricorso della FCA (FIAT) e accordato il licenziamento di 5 operai in quanto sarebbero stati, in quella protesta, “TRAVALICATI I LIMITI DELLA DIALETTICA SINDACALE”. I 5 OPERAI,  Mimmo, Antonio, Marco, Massimo e Roberto, insieme ad altri 300, tutti in cassa integrazione, dello stabilimento di Nola che la FCA utilizza come reparto di confino per gli operai più combattivi, inscenarono il finto suicidio di Marchionne (AD) all’esterno dello stabilimento, nello stesso giorno del funerale di Maria Baratto, una compagna combattiva di 47 anni che si è tolta la vita. Una settimana dopo gli operai inscenarono quindi anche il funerale di Marchionne,  questa volta davanti ai cancelli della FCA di Pomigliano. Il loro comportamento è stato giudicato: “IDONEO A LEDERE DEFINITIVAMENTE LA FIDUCIA CHE STA ALLA BASE DEL RAPPORTO DI LAVORO”. Operai,  oltre alla barbarie sopra  elencata i padroni,  per il loro sporco profitto,  sono disposti anche a scatenare una guerra fratricida tra schiavi salariati a livello mondiale. Chi può mettere fine alla barbarie dei padroni sono gli operai, che si devono unire come classe; degli operai uniti hanno tutti paura in primis i padroni e i loro lacchè. Mimmo, Antonio, Marco, Massimo e Roberto sono operai come noi che avendo preso coscienza di essere degli schiavi salariati si volevano organizzare in modo indipendente senza delegare nessuno alla difesa dei loro interessi, questo è il vero motivo per cui sono stati licenziati. La crisi del sistema capitalista avanza inesorabilmente: chi pensa di cavarsela da solo deve sapere che il peggio deve ancora venire e che accettare passivamente tutto quello che i padroni e i lacchè vogliono propinarci non li mettono al sicuro di essere buttati nella miseria più nera. La legge è uguale per tutti? A parità di diritti bisogna creare i rapporti di forza e la nostra forza la otteniamo solo se  ORGANIZZIAMO IL PARTITO OPERAIO,  L’UNICO STRUMENTO CHE CI PERMETTE DI AFFRONTARE IN MODO ORGANIZZATO LA GUERRA CHE I PADRONI CI HANNO DICHIARATO, E CI PERMETTE DI LIBERARCI DALLA SCHIAVITU’ SALARIATA.

A.L.

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