Giornale, numero 15 del 15 maggio 23018

Ogni giorno 3,38 operai morti sul lavoro

Caro Operai Contro, con la Fornero i vecchi assunti possono essere licenziati in qualsiasi momento per motivi “economici”. I nuovi assunti col Jobs act possono essere licenziati ringraziando le “tutele […]

Caro Operai Contro,

con la Fornero i vecchi assunti possono essere licenziati in qualsiasi momento per motivi “economici”. I nuovi assunti col Jobs act possono essere licenziati ringraziando le “tutele crescenti” di Renzi. Gli assunti con i cosidetti contratti “atipici”, hanno il licenziamento incorporato nell’assunzione. Mentre con i “nuovi lavori” non si è nemmeno assunti, ogni giorno il padrone può chiamarti o meno sullo smartphone.

Un bel ricatto generale su tutti gli operai, una situazione su cui riflettere per l’agibilità e la resistenza operaia in fabbrica e sui posti di lavoro. Se è vero che gli operai l’agibilità in fabbrica se la devono conquistare, è anche vero che con le leggi degli ultimi anni, gli operai sono stati messi direttamente e costantemente sotto il ricatto del licenziamento. I governi hanno legiferato aggravando la condizione operaia nei posti di lavoro e con essa, peggiorando la prevenzione e l’antinfortunistica sul lavoro.

Il sindacalismo tradizionale con i suoi gruppi dirigenti, non è mai andato oltre lo sdegno e la protesta verbale, non sostenendo con mobilitazioni neanche le sue ricorrenti richieste: più formazione, più sicurezza, più prevenzione ecc. Il sindacalismo cosidetto di base, non sembra dannarsi più di tanto delle morti sul lavoro. Essendo presente prevalentemente nella logistica e non nella produzione, ritiene forse che il problema non lo riguardi.

dal 1° gennaio al 13 maggio 2018, i morti sul lavoro compresi gli itineri superano i 450. In 133 giorni quindi compresi sabati, domeniche e festività, una media non inferiore a 3,38 morti ogni giorno. Da dove cominciare nelle fabbriche, nei cantieri, nelle campagne, nei luoghi di lavoro ad opporsi a questa carneficina?

Bisogna considerare che senza un attento legame tra operai e i loro delegati comprese le Rls, (eletti dagli stessi operai), il più delle volte si parte col piede sbagliato o non si parte affatto. Si determina una situazione comoda per il padrone: presenza del sindacato e dei delegati, ma ridotti a copertura o attenuanti degli infortuni sul lavoro, e più in generale della condizione operaia. Le Rls vengono spesso immobilizzate dalle norme burocratiche che, ben orchestrate dal padrone, neutralizzano il ruolo e l’operato delle Rls stesse. Se il ricatto del licenziamento facile pesa e condiziona gli operai, non di meno su delegati e Rls, che si trovano tra l’incudine e il martello, fra il padrone e l’essere rappresentanti delle istanze operaie. Altro problema non meno grave e importante, sono i delegati e le Rls che il padrone corrompe sotto varie forme e modi.

Come dicevo all’inizio, c’è da riflettere sul da farsi per l’agibilità e la resistenza operaia in fabbrica e sui posti di lavoro. Tutto ciò potrebbe suonare come la scoperta dell’acqua calda, ma lo è solo per quanti ritengono sia normale, che ogni giorno non meno di 3,38 operai muoiano sul lavoro.

Saluti Oxervator

Allego da Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

Dal 1° gennaio 255 morti sui luoghi lavoro in Italia. Con le morti sulle strade e in itinere che a nostro parere richiedono interventi diversi e specifici si arriva a superare già i 450 morti complessivi.

Non possono esserci differenze tra i morti sul lavoro, noi monitoriamo tutti quelli che muoiono lavorando, qualsiasi lavoro svolgono, e non ci interessa se dispongono di assicurazioni diverse da quelle dell’INAIL, che non ne hanno nessuno o se sono anziani schiacciati dal trattore.

Morti nelle Regioni e Province italiane nel 2018 per ordine decrescente

N.B i morti segnalati nelle Regioni sono solo quelli sui LUOGHI DI LAVORO. Ricordo ancora una volta che ce ne sono almeno altrettanti che muoiono sulle strade e in itinere nelle province non sono conteggiati i morti sulle autostrade

29 Venezia (6), Belluno (2), Padova‎ (1), Rovigo (1), Treviso (8), Verona (8), Vicenza (3). LOMBARDIA 28 Milano (8), Bergamo (2), Brescia (3), Como (2), Cremona (2), Lecco (), Lodi (1), Mantova (5), Monza Brianza (2), Pavia (1), Sondrio (2), Varese () VENETO CAMPANIA 21 Napoli (8), Avellino (1), Benevento (), Caserta (5), Salerno (7). PIEMONTE 19 Torino (9), Alessandria (1), Asti (2), Biella (), Cuneo (4), Novara (1), Verbano-Cusio-Ossola (2) Vercelli () EMILIA ROMAGNA 20 Bologna (3), Rimini (1). Ferrara (5) Forlì Cesena (1) Modena (5) Parma (3) Ravenna (2) Reggio Emilia () Piacenza (1) TOSCANA 16 Firenze (2), Arezzo (), Grosseto (1), Livorno (2), Lucca (1), Massa Carrara (3), Pisa‎ (2), Pistoia (1), Siena (4) Prato (). CALABRIA 15 Catanzaro (2), Cosenza (5), Crotone (4), Reggio Calabria (2) Vibo Valentia (2) SICILIA 14 Palermo (2), Agrigento (2), Caltanissetta (1), Catania (5), Enna (1), Messina (2), Ragusa (), Siracusa (1), Trapani‎ ().ABRUZZO 11 L’Aquila (4), Chieti (2), Pescara (1) Teramo (3) LAZIO 9 Roma (4), Viterbo (1) Frosinone (1) Latina (2) Rieti (1). (1) SARDEGNA 7 Cagliari (1), Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (), Nuoro (1), Ogliastra (), Olbia-Tempio (2), Oristano (), Sassari (3). Sulcis inglesiente () LIGURIA 6 Genova (3), Imperia (), La Spezia (2), Savona (1) ) MARCHE 5 Ancona (), Macerata (1), Fermo (), Pesaro-Urbino (), Ascoli Piceno (4). FRIULI VENEZIA GIULIA 5 Trieste (), Gorizia (1), Pordenone (), Udine (4). BASILICATA 5 Potenza (4) Matera (1) UMBRIA 4 Perugia (1) Terni (3). PUGLIA 4 Bari (), BAT (1), Brindisi (1), Foggia (), Lecce (1) Taranto (1) Molise 2 Campobasso (2), Isernia () TRENTINO ALTO ADIGE 1 Trento (1), Bolzano ().VALLE D’AOSTA()

1 Comment

  1. L’Italia è una repubblica fondata sui morti sul posto di lavoro.

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