Giornale, Numero 13 del 13 maggio 2018

Morti sul lavoro: la legislazione asservita al profitto

Caro Operai Contro, ho letto su queste pagine che l’Italia con in testa la Lombardia, detiene il record dei morti sul lavoro nei paesi europei. Voglio aggiungere che si tratta […]

Caro Operai Contro,

ho letto su queste pagine che l’Italia con in testa la Lombardia, detiene il record dei morti sul lavoro nei paesi europei. Voglio aggiungere che si tratta di un record favorito, propiziato e accompagnato da una legislazione sulla sicurezza nei posti di lavoro, che negli ultimi anni è stata amputata dai governi che si sono avvicendati.

“Non si può andare al lavoro per morire”, ha dichiarato di recente il capo dello Stato Mattarella. Detta da lui è solo una bella frase ad effetto, dal momento che i partiti riceventi il mandato di formare i governi, da lui e prima dal suo predecessore Napolitano, hanno legiferato tagliando le norme sanzionatorie che avrebbero dovuto funzionare da deterrente agli “infortuni sul lavoro”.

Di volta in volta, dopo aver affidato l’incarico ai partiti di formare i governi, Mattarella e prima Napolitano, hanno poi vigilato e contemplato la generale riduzione delle misure sanzionatorie nel campo della prevenzione e antinfortunistica.

Delle aziende inadempienti, nessun padrone è andato in galera per la quotidiana carneficina di operai, nessuno di loro è caduto in povertà pagando ridicole multe. Continuano a fare la bella vita, mentre la strage di operai non solo continua ma aumenta.

Il governo Renzi nel 2014 e 2015, intervenendo più volte in materia, ha cancellato e alleggerito le norme sanzionatorie, ovvero le multe e le pene per reati e reati penali, previste per i padroni trasgressori.

Stessa cosa aveva fatto alla nascita della grande crisi, il governo Berlusconi nel 2008 e 2009, tagliando le sanzioni per le aziende non in regola con l’antinfortunistica. Proprio a partire da quella data, per poter sfruttare meglio gli operai senza tante storie sulla sicurezza, i padroni in Italia, con i loro governi, si sono ridotti le condanne previste dalle norme sanzionatorie, l’importo delle multe e della (sempre rimaste sulla carta) durata delle condanne per reati e reati penali.

Dal 2008 con l’inizio della grande crisi, i padroni in Italia per aumentare la concorrenza fra gli operai per ottenere merci più competitive, hanno speculato anche sull’antinfortunistica, riducendola al minimo o eliminandola. Bisognava però fermare l’impatto delle multe e delle sanzioni penali, perciò i padroni con i loro governi hanno ripetutamente tagliato le norme sanzionatorie.

I padroni in Italia con i loro governi, si sono mossi considerando che, per ogni operaio che muore sul lavoro ce ne sono altrettanti pronti a sostituirli, anche a condizioni peggiori. Una strage programmata asservita al profitto. Altro che le frasi ad effetto di Mattarella & C.

Riporto qui sotto da un documento dell’Associazione Articolo 21.

“In particolare poi, il D.Lgs.106/09 ha previsto una inaccettabile riduzione generalizzata delle sanzioni a carico di datori di lavoro e dirigenti previste dal D.Lgs.81/08 per inadempienze agli obblighi da questo previsti. Tale riduzione delle sanzioni appare del tutto ingiustificata, soprattutto in un momento in cui la politica del governo in materia penale è tutta tesa ad un indiscriminato inasprimento della reazione penale sulla scorta della invocazione di pene esemplari (tra i settori oggetto delle modifiche più recenti: immigrazione, circolazione stradale, molestie, ecc.). La sicurezza sul lavoro rappresenta l’ unico settore in cui, invece, si ritiene preferibile diminuire il carico sanzionatorio, quasi a voler dimostrare che la sicurezza dei lavoratori non può essere considerato un interesse meritevole di tutela”.

Saluti Oxervator

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