Philip Morris: 500 licenziamenti

Caro Operai Contro, “Da quanto si apprende, i lavoratori ‘in uscita’ sono circa 500”. Un lavoratore della Philip Morris di Bologna scopre che i padroni a prescindere dalla nazionalità, sono e agiscono prima di tutto come padroni. “Cambio turno, ferie forzate e contratti in scadenza: così finisce il sogno di tanti lavoratori ‘a tempo’ della multinazionale del tabacco”. “Siamo stati capaci di avere ottime performance sui macchinari, con pochi scarti – continua – questo è il ringraziamento e il premio”. E i sindacati? “Non possono non sapere quanto accade in azienda”.“ Saluti da un lettore Allego un estratto da […]
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Caro Operai Contro,

“Da quanto si apprende, i lavoratori ‘in uscita’ sono circa 500”. Un lavoratore della Philip Morris di Bologna scopre che i padroni a prescindere dalla nazionalità, sono e agiscono prima di tutto come padroni. “Cambio turno, ferie forzate e contratti in scadenza: così finisce il sogno di tanti lavoratori ‘a tempo’ della multinazionale del tabacco”.

“Siamo stati capaci di avere ottime performance sui macchinari, con pochi scarti – continua – questo è il ringraziamento e il premio”. E i sindacati? “Non possono non sapere quanto accade in azienda”.“

Saluti da un lettore

Allego un estratto da Bologna Today 25 aprile 2018

Philip Morris, contratti non rinnovati: ‘Americani che agiscono da italiani’

Da quanto si apprende, i lavoratori ‘in uscita’ sono circa 500. “Siamo stati capaci di avere ottime performance sui macchinari, con pochi scarti – continua – questo è il ringraziamento e il premio”. E i sindacati? “Non possono non sapere quanto accade in azienda”.“

Cambio turno, ferie forzate e contratti in scadenza: così finisce il sogno di tanti lavoratori ‘a tempo’ della multinazionale del tabacco

“Grande delusione – per un 51enne che per la Philip Morris si è addirittura trasferito da una regione del centro Italia – si parlava di boom di assunzioni, ma sono stato messo a casa il 31 marzo, ho fatto una grande fatica a trovare un alloggio a Bologna ed è durato solo nove mesi, con un contratto prima di 6 e poi di 3. Ora cerco nuovamente lavoro. Mi ha chiamato il chief leader un’ora prima della fine del turno per comunicarmi il non rinnovo, a fine aprile dovrebbero uscire altre persone, un’altra mazzata”.

Contratti a tempo determinato, di un anno, di sei e tre mesi, non rinnovati alla Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, con due sedi, a Zola Predosa e a Crespellano, in grado di produrre fino a 30 miliardi di stick di tabacco per IQOS e “soddisfare la domanda internazionale dei Paesi dove è commercializzato”. L’elegante ‘device’ a penna che riscalda il tabacco senza bruciarlo,”heat, not burn” appunto, è utilizzato da quasi 4 milioni di persone in 30 paesi, ma per essere commercializzato negli Stati Uniti, necessita del placet della FDA (Food and Drug Administration), l’ente governativo che fa capo al Dipartimento della Salute.

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