Giornale, Numero 22 del 22 aprile 2018

Busto Arsizio: sindaco e amministratori chiusi nel silenzio più assoluto

Caro Operai Contro, il sindaco e gli amministratori di Busto Arsizio (Va), hanno perso la lingua, dopo che la magistratura ha messo sotto sequestro la scuola per il crollo del […]

Caro Operai Contro,

il sindaco e gli amministratori di Busto Arsizio (Va), hanno perso la lingua, dopo che la magistratura ha messo sotto sequestro la scuola per il crollo del soffitto. Poteva essere una tragedia. Queste sono quisquilie rispetto alla scuola com’era prima di Renzi e che lo stesso Renzi ha rilanciato facendola diventare “la buona scuola”. Va ricordato anche che a Busto Arsizio non c’è stato nessun terremoto. Forse di moto sotterraneo ci sono state le mazzette che hanno avuto la meglio sul cemento. Mentre dove c’è il terremoto, le mazzette potrebbero contare più dei criteri antisismici nelle ricostruzioni.  La scuola messa sotto sequestro dalla magistratura, “ha indotto il Comune a chiudersi nel silenzio più assoluto”. Dove saranno finite le lingue del sindaco e degli amministratori?

Saluti da Cuggiono Mi

 

Allego un articolo da La Prealpina

BUSTO ARSIZIO 20-04-2018

La magistratura blocca le ditte che stavano riparando e controllando i soffitti della primaria De Amicis per svolgere approfondimenti. Incertezza sulla riapertura.

Passata la grande paura per il crollo del soffitto in testa ai bambini di una classe delle scuole elementari De Amicis di Busto Arsizio, nella mattinata di giovedì 19 aprile gli operai di tre ditte specializzate hanno avviato le riparazioni nell’aula dell’incidente del giorno prima, in cui tre piccole alunne erano rimaste lievemente ferite.

Gli stessi hanno anche controllato la tenuta dell’intero edificio, che comprende sia la primaria che le medie Bossi, i cui controsoffitti sono stati tutti rimossi.

Ma nel pomeriggio la magistratura ha deciso di mettere sotto sequestro l’intero immobile per dar modo agli ingegneri incaricata dalla procura di Busto di svolgere gli approfondimenti di rito, in modo da ricercare le cause di un evento che per pura casualità (e per la rete di protezione presente sopra i pannelli) ha avuto conseguenze contenute.

Una svolta che ha indotto il Comune a chiudersi nel silenzio più assoluto.

Una tensione mista a preoccupazione sia perché le indagini non lasciano nessuno tranquillo, sia perché c’è il rischio concreto che la riapertura della struttura agli studenti non possa avvenire lunedì, com’era stato invece ipotizzato.

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