Trony: 458 licenziamenti tra il balletto dei tavoli

Caro Operai Contro, per 458 operai del Trony sono stati formalizzati i licenziamenti che toccano 35 punti di vendita. “Per la maggior parte di loro si aprono le porte della disoccupazione”, è il sagace commento della Cgil. Domanda: ma cosa ha fatto il sindacato per opporsi a questi licenziamenti? Qualche sciopero coinvolgendo solo una volta tutti i dipendenti del Gruppo. Nonostante questi 458 operai fossero sospesi da mesi senza salario, nonostante il loro annunciato licenziamento, il sindacato ha in pratica lasciato correre, non andando oltre il balletto dei tavoli. Ha lasciato passare tra gli operai dei punti di vendita […]
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Caro Operai Contro,

per 458 operai del Trony sono stati formalizzati i licenziamenti che toccano 35 punti di vendita. “Per la maggior parte di loro si aprono le porte della disoccupazione”, è il sagace commento della Cgil. Domanda: ma cosa ha fatto il sindacato per opporsi a questi licenziamenti? Qualche sciopero coinvolgendo solo una volta tutti i dipendenti del Gruppo. Nonostante questi 458 operai fossero sospesi da mesi senza salario, nonostante il loro annunciato licenziamento, il sindacato ha in pratica lasciato correre, non andando oltre il balletto dei tavoli. Ha lasciato passare tra gli operai dei punti di vendita non coinvolti, che loro erano al sicuro e sarebbe toccato ad altri essere licenziati. Un sindacalismo da cancellare e sostituire con un sindacalismo operaio. Spetta agli operai stessi decidersi e organizzarsi nello scontro con i padroni.

Saluti da un affezionato lettore

Mando un articolo da Today 20 aprile 2018

Trony, epilogo amaro: formalizzati 458 licenziamenti. Finale doloroso per i dipendenti dei 35 punti vendita gestiti da Dps Group tra Lombardia, Veneto, Piemonte, Liguria, Puglia e Basilicata. Fisascat Cgil: “Per la maggior parte di loro si aprono le porte della disoccupazione”

Si sta concludendo nel peggiore dei modi la vertenza che ha coinvolto i dipendenti dei 35 negozi a marchio Trony gestiti dalla Dps Group in fallimento. Da mesi i lavoratori dei punti vendita sparsi tra Lombardia, Veneto, Piemonte, Liguria, Puglia e Basilicata erano senza retribuzione e in lotta insieme ai sindacati per scongiurare il peggio. Peggio che si è palesato oggi, quando è stata formalizzata la procedura di licenziamento collettivo per tutti i 458 dipendenti dei punti vendita gestiti da Dps Group. I sindacati di categoria hanno intanto trasmesso la richiesta di incontro per l’avvio dell’esame congiunto previsto dalle norme di legge.

La notizia è stata resa nota attraverso un comunicato della Fisascat Cgil: “Nel corso dell’ultimo confronto al ministero dello Sviluppo Economico il curatore aveva annunciato l’avvio del bando di gara pubblica per la cessione delle attività dichiarando l’esistenza di un’offerta di acquisto parziale che riguarderebbe solo 8 punti vendita”. “Mentre rimarrà aperto il tavolo al dicastero per la Fisascat Cisl è necessario incentivare le proposte di acquisto che tenderanno a salvaguardare il maggior numero di posti di lavoro”, ha commentato il segretario nazionale della categoria Mirco Ceotto.

Trony, crisi a macchia di leopardo.

“Con l’apertura della procedura di licenziamento e l’avvio del bando di gara pubblica tenteremo di percorrere la strada della ricollocazione in altri players del settore, ma per la maggior parte dei lavoratori del marchio si apriranno purtroppo le porte della disoccupazione, sprovvisti di un ammortizzare sociale ad hoc considerato che sono esclusi dai trattamenti ordinari di sostegno al  reddito”, ha aggiunto il dirigente sindacale.

“E’ una vertenza – ha concluso Ceotto – che lascia grande delusione per l’esito di un fallimento emblematico dello stato di sofferenza del retail dell’elettronica di consumo schiacciato dalla concorrenza dell’e-commerce e dall’incapacità aziendale di rilanciarsi sul mercato”.

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