Numero 256-13

Solidarieta’ e critica ai 5 operai di pomigliano

Siamo solidali con i  5 operai di Pomigliano. Operai licenziati-reintegrati e mai tornati in Fiat. Sono andati a Sanremo e hanno fatto la brutta avventura del gabbio, anche se per […]

Siamo solidali con i  5 operai di Pomigliano.

Operai licenziati-reintegrati e mai tornati in Fiat. Sono andati a Sanremo e hanno fatto la brutta avventura del gabbio, anche se per poche ore, ricevendone un foglio di via per 3 anni di divieto ad andare a Sanremo denunciati perchè hanno oltrepassato una zona di accesso solo a giornalisti, vip, cantanti, così pare. Hanno fatto un tuffo nella bolla mediatica!?  Lo hanno fatto a nome degli operai? Qui vengono i primi dubbi, non era forse meglio marcare le distanze dagli  spettacoli che la borghesia italiana da sempre ci propina? A ridosso delle elezioni politiche poi?

Si dice “sono andati per ringraziare il gruppo bolognese dello “stato sociale” per la canzone “una vita in vacanza” che li hanno ricordati, ma bisogna buttarsi in braccio a ciascuno che cita gli operai che fanno una lotta? Non era in caso di rimanere nei propri panni e continuare il lavoro politico (fuori dai riflettori distorti dei borghesi) tra gli operai, per ri-costruire rapporti di forza favorevoli agli operai nella lotta ai padroni e al loro sistema?

Si dice che la canzone era orecchiabile, ispirava simpatia, vero. Si dice che la canzone è apprezzata per i riferimenti “al lavoro”? meno vero. 

Il “lavoro” Quale? la canzone “una vita in vacanza” ben si addiceva come critica ai vari Renzi, Salvini, Berlusconi e piccoli e grandi padroni che fanno “una vita in (perenne) vacanza”.

Mal si addice invece agli operai, una vita in vacanza?

Una Vita a spaccarsi la schiena nelle fabbriche per un salario da fame.

E appena si rivendica una condizione più sopportabile nelle lineecalci del padroni e licenziamenti disciplinari all’ordine del giornoquesta la realtà che si vivono gli operai nelle fabbriche.

Andare a Sanremo per rimarcare che non sono stati “reintegrati” nella fabbrica?

Da quando il festival di Sanremo ha una qualche rilevanza per spostare i rapporti di forza nelle fabbriche?

Era un azione “satirica”? A Noi operai non ci pare, non è neanche spiazzante come “irruzzione nel teatrino”se era quello l’intento dei 5 di Pomigliano, anzi, alla fine diventa controproducente per azioni già consumate, tritate e consunte soprattutto in Tv . Un conto era 30 anni fà quando “delegazioni di operai” andarono sulla onda della crisidell’italsider, e non porto’ bene  neanche allora, l’italsider chiuse i battenti.   Ma era cosa nuova, ricevettero solidarietà da una platea piu’ ampia di persone e quindi di operai.  

Ma nel 2018 dopo 68 edizioni di un  Sanremo dove atterrano e spiaggiano  pagliacci di tutte le risme e grandezze, non stupisce più nessuno, alimenta la noia.

E se proprio si voleva fare del situazionismo mediaticodi fronte a questa società mostruosa dello spettacolo che oscuragli omicidi quotidiani sul lavoro, ben altra cosa sarebbe stata un corteo di operai incazzati che fregandosene della kermesse invadevanoil paesino di Sanremo ed il suo circo; 

Una denuncia con il corteo stesso che nessuna forza politica rappresenta oggi gli interessi degli operai e che faremo ASTENSIONISMO OPERAIO per non legittimare nessuna forza politica esistente e nessuno che parli a nome dei nostri interessi, che sono difendibili solo con la lotta e la nostra organizzazione indipendente.

I 5 operai di Pomigliano hanno fatto un “tuffo” nell’acqua sporca di Sanremo viene da chiedersi;  Al servizio degli interessi operai? per il “popolo”? o per se stessi intesi come 5 operai che devono essere reintegrati da Fiat?

Per nessuno dei quesiti hanno fatto un buon dovere.

F.F. e H. F.

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