Giornale, Numero 4 del 4 gennaio 2018

Assunte 3 infermiere per licenziarne 6

Caro Operai Contro, licenziare operai e lavoratori per assumerne altri più “convenienti” e ricattabili, è diventato ormai un giochino per i padroni, dopo le nuove leggi Fornero (governo Monti) e […]

Caro Operai Contro,

licenziare operai e lavoratori per assumerne altri più “convenienti” e ricattabili, è diventato ormai un giochino per i padroni, dopo le nuove leggi Fornero (governo Monti) e Jobs act (governo Renzi). I padroni con i loro governi hanno legiferato e prodotto nuove regole e norme, che hanno reso legalmente possibile disporre dell’operaio “usa e getta”. Ora il sindacato s’indigna di tutto ciò, ma non ha mosso un dito quando i governi dei padroni legiferavano per rendere ancora più dura e palese la schiavitù del lavoro salariato. Smascheriamo ovunque  i responsabili di questo sindacalismo compiacente e organizziamoci per lottare. Un sindacalismo che sostenga i nostri interessi può nascere solo nella lotta.

Saluti operai

 

Allego articolo da L’Eco di Bergamo Mercoledì 03 gennaio 2018

Per 3 nuovi assunti, il doppio disoccupati «Nessuna tutela per il lavoro in appalto» Dopo 15 anni, per 6 donne scatta il licenziamento nell’Rsa di Gromo.

Quando la riorganizzazione del lavoro e una contrattualizzazione migliore producono la perdita di posti di lavoro: il caso della RSAdi Gromo, in valle Seriana ne è l’esempio concreto. La Fondazione che gestisce la struttura ha, infatti, deciso di inserire nuovo personale infermieristico sul turno della notte e pertanto ha assunto alle proprie dipendenze 3 infermiere. Ciò, però, comporta l’interruzione dell’appalto con la Cooperativa Socilnis che fino a oggi ha garantito il servizio di assistenza notturna grazie a 6 persone con titoli di ASA o OSS, al lavoro nella RSA da oltre 15 anni, che oggi si trovano senza lavoro.

«È nelle facoltà della Fondazione riportare al proprio interno figure professionali per migliorare il proprio servizio e garantire coperture assistenziali migliori- dice Alessandro Locatelli della FISASCAT CISL di Bergamo – ma bisognerebbe fare una riflessione di carattere generale sulla mancanza di una normativa che tuteli i processi di internalizzazione dei servizi. Infatti ad oggi quando un’azienda decide di operare come la RSA di Gromo, riappropriandosi di un servizio che anni prima aveva esternalizzato a terzi, i lavoratori e le lavoratrici di quel servizio, anche se vi operano da anni, non hanno alcuna tutela e salvaguardia del proprio posto di lavoro e solamente gli accordi sindacali come avvenuto in diverse occasioni possono garantire tali occupazioni. Il nostro rammarico è che nella situazione di Gromo non si è raggiunto un accordo e 6 lavoratrici hanno perso un posto di lavoro occupato in modo diligente da anni».

Lascia una risposta