Giornale, Numero 1 del 1 gennaio 2018

IL DISCORSO DI FINE ANNO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

ormai è un’abitudine. Quello di Sergio Mattarella è stato un discorso fondato su due punti: – elezioni – lavoro Mattarella si augura: « un’ampia partecipazione al voto e che nessuno […]

ormai è un’abitudine. Quello di Sergio Mattarella è stato un discorso fondato su due punti:

– elezioni

– lavoro

Mattarella si augura: « un’ampia partecipazione al voto e che nessuno rinunzi al diritto di concorrere a decidere le sorti del nostro Paese. Ho fiducia – aggiunge il capo dello Stato – nella partecipazione dei giovani nati nel 1999, che voteranno per la prima volta». «Nell’anno che si apre ricorderemo il centenario della vittoria nella Grande guerra e la fine delle immani sofferenze provocate da quel conflitto. In questi mesi di un secolo fa i diciottenni di allora – i ragazzi del ’99 – vennero mandati in guerra, nelle trincee. Molti vi morirono. ». 

Mattarella ormai partecipano alla farsa della democrazia delle elezioni il 40% degli aventi diritto. Il 60% si astiene o annulla la scheda.

Mattarella partecipano alla farsa della democrazia delle elezioni i padroni, i parassiti della politica, i carabinieri e i poliziotti.

Mattarella dimentica che oltre ai ” ragazzi del 99″ fatti massacrare per gli interessi dei padroni nella prima guerra mondiale i giovani fatti massacrare dal governo dei padroni di Mussolini nella seconda guerra mondiale

Mattarella dimentica che oggi grazie alle leggi dei vari governi dal 1948 ad oggi milioni di giovani operai vengono massacrati nelle fabbriche dai padroni.

Mattarella sottolinea : “Sottolineo, ancora una volta, che il lavoro resta la prima, e la più grave, questione sociale. Anzitutto per i giovani, ma non soltanto per loro.

Mattarella scrivevamo nel 2013 nell’articolo “Chi siamo”

Il giornale della rivolta operaia contro il lavoro salariato. Una grande mistificazione sociale sta travolgendo tutti.
Centinaia di migliaia di operai vengono licenziati, lasciati in mezzo ad una strada con un sussidio miserabile e tutti si sgolano a chiedere lavoro. “Ci vuole il lavoro per dare futuro ai giovani, per dare dignità alla gente”, non c’è dirigente politico, sindacalista o cardinale che non metta al centro il problema del lavoro.
Ci fanno ridere, noi operai che abbiamo lavorato sotto la frusta del padrone, noi che sappiamo cosa vuol dire stare alla catena di montaggio o lavorare in siderurgia, o al freddo dei cantieri edili ci facciamo una risata.
Di questo mitico lavoro che tutti vorrebbero farci fare, faremmo con piacere a meno. Se siamo costretti al lavoro è semplicemente perché, vendendo la nostra forza lavoro al padrone ne riceviamo in cambio un salario per sopravvivere e sappiamo benissimo che con questo scambio lui si arricchisce e noi schiattiamo.
Questa è la verità, tutte le altre sono mistificazioni, ma mistificazioni che nascondono interessi materiali inconfessabili.

 

La redazione di Operai Contro

1 Comment

  1. alanza53

    Ai giovani del 1999: 100 anni fa i padroni mandarono al massacro giovani diciottenni, schiavi salariati italiani contro schiavi salariati di altri paesi. La crisi economica del sistema capitalista del 1907 i padroni provarono a risolverla con la prima guerra mondiale. Ci fu un massacro degli sfruttati nelle trincee, ci fu una ripresa dei profitti per i padroni, e nonostante tutto i padroni si spaventarono, perchè per la prima volta operai organizzati in un partito indipendente si ribellarono alla schiavitù del lavoro salariato, si armarono e presero il potere in un paese, questo avvenne non in una piccola nazione ma nella grande Russia. Le crisi economiche sono insite nel sistema capitalista e dopo solo undici anni il sistema capitalista entrò in un’altra crisi, quella del 1929. Dopo vari tentativi di risolvere la crisi, sottomettendo gli operai a turni massacranti e a leggi liberticide, che vietavano loro di scioperare e organizzarsi per lottare contro il fascismo e lo sfruttamento, i padroni scatenarono la seconda guerra mondiale, e anche in questa guerra i padroni mandarono al massacro operai contro operai. Gli operai, nonostante rischiassero la vita furono artefici di lotte memorabili: si scioperava nelle fabbriche e si combatteva con le armi il nazifascismo sul territorio. Gli operai non furono in grado di liberarsi dalla piccola borghesia che controllava il Partito Comunista, che dirotto’ la lotta per liberarsi dalla schiavitù del lavoro salariato e il potere operaio verso la Democrazia borghese. Operai, le esperienze del passato ci devono insegnare che non dobbiamo delegare nessuno a difendere i nostri interessi, la farsa delle elezioni borghesi lasciamola alla piccola borghesia che, rovinata dalla crisi, cerca di accreditarsi verso i padroni dimostrando loro che ha un consenso in termini di voti. Operai, la democrazia borghese per sottometterci al dominio economico capitalista, si è inventato la Destra e la Sinistra, che utilizza secondo le circostanze del momento. Operai per noi non esiste ne’ la Destra ne’ la Sinistra, esistono solo i padroni che ci sfruttano e i loro lacchè. Operai, che noi ci asteniamo alle prossime elezioni per me è scontato, ma lo ritengo insufficiente, le lotte di resistenza che noi facciamo tutti i giorni nelle fabbriche ci devono servire per ricompattarci come classe e costruire il PARTITO OPERAIO, UNICO STRUMENTO PER LIBERARCI DALLA SCHIAVITU’ DEL LAVORO SALARIATO. E FERMARE IL NUOVO MASSACRO CHE I PADRONI SI PREPARANO A SCATENARE

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