Giornale, Numero 3 del 3 dicembre 2017

I 20 MILA OPERAI DELL’ILVA SCHIACCIATI SE NON SI RIBELLANO

Redazione, I nuovi padroni se la godono beatamente. Da una parte Governo e sindacati dall’altra i politici locali. Fino ad oggi Governo,sindacati e politici locali, hanno dato un mano ai […]

Redazione,

I nuovi padroni se la godono beatamente. Da una parte Governo e sindacati dall’altra i politici locali. Fino ad oggi Governo,sindacati e politici locali, hanno dato un mano ai padroni dell’ILVA per sfruttare gli operai. Ora sembra che i politici della regione e del comune di Taranto  sono contro il nuovo padrone Mittal. La realtà è che pensano ai voti e non agli interessi degli operai.

Gli operai senza un loro partito sono destinati ad essere sconfitti.

Il ministro dello  Sviluppo Carlo Calenda, torna a scagliarsi ancora contro il governatore della Puglia: “Emiliano ha fatto ricorso su tutto: dai vaccini al Tap, all’Ilva stessa. Per fortuna li ha persi. Oggi però il rischio è che Mittal ritenga impossibile gestire l’acciaieria più grande della Ue con Comune e Regione che vogliono cacciarlo», «viene da pensare che non abbia consapevolezza di quello che fa, quello che stiamo vedendo è inaccettabile”: «Se l’Ilva chiude andiamo a comprare l’acciaio in Germania e perdiamo un punto di Pil”. I sindacati confederali sono d’accordo con Calenda. Vogliono che il tavolo continui. Fingono di opporsi agli esuberi dopo che per anni hanno concesso CIG e contratti di solidarietà

Per Emiliano il ricorso al Tar serve «a conoscere moltissimi atti che sono ancora segreti, per esempio il piano industriale che nessuno conosce ancora». Tesi smentita dal ministro secondo il quale «Il piano industriale ed il piano ambientale sono stati presentati al Governatore della Puglia ed a quello della Liguria insieme a molti sindaci, non a quello di Taranto che non si è presentato all’ultimo minuto pur avendo richiesto l’incontro, da Mittal nell’ambito del tavolo istituzionale».

Mons Santoro vescovo di Taranto veste i panni di ambientalista, dopo che la chiesa per decenni ha preso parte solo ai funerali degli operai e dei loro figli

Il sindaco di Taranto riafferma che il suo ricorso al Tar non sospende l’aggiudicazione dell’Ilva a AM Investco Italy e non c’è rischio alcuno di fermo o chiusura della fabbrica». Il Comune di Taranto non rinuncia al dialogo costruttivo, per il quale resta disponibilità piena e immediata. Un dialogo che coinvolga finanche le procedure giudiziali avviate».
Nuovo padrone, sindacati confederali, emiliano,sindaco di taranto, vescovo di Taranto fanno il teatrino per riporre ancora il ricatto: “Operai o accettate quello che vuole il padrone o si chiude”

Di fronte a questo ricatto gli operai sono disarmati

Solo il Partito Operaio può porre il problema del potere e della rivolta degli schiavi salariati

Operai rivoluzionari dell’ILVA è questo il compito più importante: Costruire il Partito Operaio per dare battaglia al padrone”

Operai dell’ILVA o la rivolta o la vittoria del padrone e dei suoi servi

Un operaio dell’ILVA

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