Giornale, Numero 6 del 6 ottobre 2017

Dopo 2.800 licenziamenti Ericsson ne annuncia altri 600

Caro Operai Contro, con 2.800 licenziamenti alle spalle, Ericsson ne annuncia altri 600. Non passa giorno senza licenziamenti, pochi o tanti, isolati o di massa. Per gli operai si pone […]

Caro Operai Contro,

con 2.800 licenziamenti alle spalle, Ericsson ne annuncia altri 600. Non passa giorno senza licenziamenti, pochi o tanti, isolati o di massa. Per gli operai si pone il problema di come affrontarli veramente. Forse è il caso di cambiare e sperimentare altre strade. Il solito rito di andare al ministero con i lavoratori in strada che protestano, non ferma i licenziamenti. I padroni fanno ciò che vogliono e per contrastarli seriamente, vanno individuate altre leve, meno scontate, altre forme di lotta meno prevedibili e un altro modo di fare sindacato. La delega a delegati manovrati dal sindacalismo rinunciatario o addirittura filopadronale deve essere tolta. I funzionari sindacali alle assemblee di fabbrica possono prendere la parola, previo accordo con le condizioni poste dagli operai. Gli operai devono fare loro sindacato, impegnandosi personalmente ma collettivamente. Con i licenziamenti di massa l’attacco dei padroni è frontale e va oltre l’ambito sindacale. Perciò ci organizziamo nel Partito Operaio.

Saluti operai

 

Fonte Adnkronos

Lavoratori Ericsson: “Aiuto, siamo disperati”

Roma 5 ottobre 2017. Vengono da tutta Italia per protestare contro l’annuncio da parte dell’azienda Ericsson di 600 licenziamenti da gennaio 2018. Sono le centinaia di dipendenti dell’azienda svedese che da questa mattina presidiano il ministero dello Sviluppo Economico (Mise) a Roma. Una delegazione dei sindacati è stata ricevuta. “Chiediamo aiuto al Governo e a Gentiloni, siamo disperati”, affermano i dipendenti ad AdnKronos Live. “Per fermare i 600 esuberi abbiamo chiesto alcuni interventi – spiegano i sindacalisti tornati dall’incontro con la task force del ministero – il Mise si è impegnato a convocare l’amministratore delegato. Ericsson non può pensare di trasformarsi a danno dei lavoratori. Ora andiamo al ministero del Lavoro per chiarire che non ci sono più alibi, si deve lavorare da adesso e creare le condizioni per gestire ora i licenziamenti”.

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