Giornale, Numero 25 del 25 settembre 2017

«I roghi sostituiscono il traffico illecito dei rifiuti»

Caro Operai Contro, nel rapporto del Forum internazionale sull’economia dei rifiuti promosso dal consorzio Polieco, a Ischia, si legge che ingenti quantità di rifiuti vengono usati “nella logica di ricevere […]

Caro Operai Contro,

nel rapporto del Forum internazionale sull’economia dei rifiuti promosso dal consorzio Polieco, a Ischia, si legge che ingenti quantità di rifiuti vengono usati “nella logica di ricevere un mero profitto economico”, dopodichè i rifiuti finiscono in roghi accidentali, (250 negli ultimi 3 anni), evitando i costi dello smaltimento secondo le regole vigenti.

“Che ci sia una connessione fra i vari roghi e una gestione deviata de rifiuti”, non è solo un “legittimo sospetto” del Forum in questione, ma un sospetto abbastanza diffuso, tant’è che nella mia corrispondenza qui pubblicata il 10 settembre scorso, sostenevo che il Pd al governo sembra aver trovato la soluzione dello smaltimento dei rifiuti, con la formula non ufficiale: “Una, dieci, cento Terra dei fuochi”. Se il Forum in questione non traccerà la mappa con i nomi dei padroni e dei loro politici responsabili di questa attività che propaga morte e veleni per il profitto, si rivelerà l’ennesimo carrozzone clientelare per intorpidire le acque.

Saluti Bruno Casca

 

Venerdì 22 Settembre 2017

Sicilia, Lazio, Campania, Lombardia, Emilia Romagna: la lunga scia degli incendi in Italia, 250 roghi in tre anni, 80 da maggio ad oggi. Le fiamme che colpiscono gli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti sostituiscono sempre di più il traffico illecito. È la denuncia che è emersa dalle prime battute del Forum internazionale sull’economia dei rifiuti promosso dal consorzio Polieco, a Ischia ( Napoli). Da un’analisi più attenta, emerge che, spesso, ogni incendio è collegato ad altre realtà del settore che hanno subito o un’ispezione o un sequestro o un altro evento di combustione dei rifiuti.

Quello che viene sottolineato è la mancanza dei controlli rispetto al rilascio delle autorizzazioni per gli impianti che spesso non hanno i requisiti necessari per gestire cumuli di rifiuti. Ingenti quantità che in verità vengono solo inglobate nella logica di ricevere un mero profitto economico, senza che questo sia però supportato da un’adeguata e legale capacità di smaltimento. La situazione è peggiorata con il divieto di importazione di alcune tipologie di rifiuti plastici, emanato recentemente dalla Cina: venendo meno infatti, la valvola di sfogo verso Paesi terzi, si creano montagne di rifiuti che prendono fuoco. È legittimo, dunque, il sospetto – secondo gli organizzatori del Forum – che ci sia una connessione fra i vari roghi e una gestione deviata de rifiuti.

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