Giornale, Numero 19 del 19 settembre 2017

Renzi: un morto tra i fantasmi

Caro Operai Contro, a Bergamo la festa dell’Unità doveva durare 15 giorni, ha chiuso dopo 2 giorni. Non va meglio in ogni parte d’Italia, sciami di fantasmi gremiscono le feste […]

Caro Operai Contro,

a Bergamo la festa dell’Unità doveva durare 15 giorni, ha chiuso dopo 2 giorni. Non va meglio in ogni parte d’Italia, sciami di fantasmi gremiscono le feste dell’Unità, una festa che con Renzi è diventata la festa del Jobs act. A Imola alla festa nazionale dell’Unità di questi giorni, “neanche i grilli e le cicale si sono presentati” riporta la cronaca. A Bologna è stato un tracollo, ma in generale, saloni, strutture e stand sono deserti. Zero affluenza anche a Modena, dove Poletti nella totale desolazione è riuscito a parlare solo con un addetto alle cucine. Conferenze e dibattiti cancellati, maxischermi muti, sedie ben allineate ma vuote. L’allestimento e la gestione delle feste dell’Unità si reggeva sui volontari, già calati negli ultimi anni e praticamente spariti dopo il Jobs act, tranne qualcuno intrallazzato con i compagni di merenda. Con il Pd ha tagliato clamorosamente i ponti, anche il popolo delle salamelle, che incurante del colesterolo aveva sempre omaggiato il barbecue.

Isolato anche nel suo ambiente, a caccia di voti per le prossime elezioni, Renzi è tornato con una certa frequenza in televisione, con interviste prefabbricate, frasi ad effetto, megaballe in libertà senza alcun contradditorio. Vuole tornare in sella al governo, sgomita con gli altri partiti per il primato elettorale.

Gli operai hanno imparato a riconoscere sulla propria pelle, politicanti e avventurieri al servizio dei padroni. Non votano nessuno di loro ma seguono un’altra strada.

Saluti da un operaio non votante

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