Giornale, Numero 11 del 11 agosto 2017

ex Safog: 33 licenziamenti via mail

Caro Operai Contro, gli operai vengono licenziati tramite una mail. E sempre con una mail avvisati che non c’è liquidità per assicurare le paghe di luglio. Nondimeno il sindacato con […]

Caro Operai Contro,

gli operai vengono licenziati tramite una mail. E sempre con una mail avvisati

che non c’è liquidità per assicurare le paghe di luglio. Nondimeno il sindacato con una mail ha chiesto un incontro “per individuare possibili alternative” e si è messo in attesa di una risposta.

Il sindaco dice “vogliamo battagliare” e promette un tavolo permanente. Se la lotta si riduce alla sola battaglia del tavolo permanente, e se questo mette le radici, c’è il rischio che

gli operai ne rimangano impantanati anche in futuro. Gli operai devono imporsi col sindacalismo operaio, rompere la subalternità alla liturgia concertativa dei tavoli

Saluti operai

 

Il Piccolo di Trieste

Gorizia, ex Safog, seconda mail “taglia stipendi”

Sindacati avvisati, sempre via Pec, che non c’è la liquidità per assicurare ai lavoratori le paghe di luglio

Di mail in mail. La triste vicenda della Swi srl, ex Safog (destinata alla chiusura con il licenziamento dei 33 dipendenti), si arricchisce di un nuovo colpo di scena. Pure questo negativo.

Ieri, ventiquattr’ore dopo la Pec (Posta elettronica certificata) che annunciava la “morte” dell’azienda, la proprietà ha inviato ai sindacati un’altra mail che rende ancora più amara la pillola. «Il contenuto? Ci hanno scritto – spiega Alessandro Contino, segretario della Fim-Cisl Fvg – che gli stipendi di luglio non verranno corrisposti perché liquidità non c’è. Hanno aggiunto che eventuali acconti di stipendi verranno effettuati “appena possibile”. È un’altra doccia fredda».

Visto che la posta elettronica sembra essere l’unica forma di comunicazione che conosce l’azienda di via Brigata Casale, ieri mattina Contino ha inviato, a sua volta, una Pec alla proprietà della Swi srl, l’ex Safog. «In realtà, non abbiamo fatto altro che attivare la procedura che scatta in questi casi. Entro sette giorni dalla comunicazione dell’annuncio di chiusura di una qualsiasi attività, le forze sociali devono inviare ai titolari una Pec in cui si chiede un incontro per individuare possibili alternative. Vedremo quando e cosa ci risponderanno».

Sullo sfondo continua ad esserci la disponibilità della Regione a concedere 24 (12 più 12) mesi di contratto di solidarietà. Ma non c’è stata nessuna risposta. A confermare che la volontà della proprietà, sin dal primo minuto, era di chiudere “baracca e burattini”.

Intanto, interviene nella triste vicenda il sindaco Rodolfo Ziberna. Ribadisce di essere vicino ai dipendenti della “Swi srl”. Ma come si potrà manifestare concretamente quest’annunciata “vicinanza”? Il Comune, pur non avendo competenza diretta in tema di politiche attive del lavoro, come potrà aiutare nella pratica le 33 persone rimaste a casa? «Intanto, non ci diamo per vinti. Su questo tema, Comune e Regione vanno perfettamente a braccetto e cercheremo di capire se ci sono vie d’uscita e se si può, in qualche maniera, scongiurare la chiusura. Secondo punto: se le cose precipiteranno, vedremo se sarà possibile promuovere lavori socialmente utili o altre forme di impiego temporaneo per dare una risposta a queste persone in difficoltà. Ma questa dovrà essere l’ultima ratio. Prima, vogliamo battagliare».

Nei giorni scorsi, lo stesso Ziberna aveva incontrato i rappresentanti sindacali proprio sulla vertenza Swi, prima della comunicazione ufficiale della chiusura. A fianco del sindaco c’erano il vicesindaco Stefano Ceretta e agli assessori alle attività produttive Roberto Sartori e al welfare Silvana Romano. «Tutto ciò che potremo fare lo faremo – assicurò il sindaco – senza lasciare nulla di intentato». Con questo intento, sarà creato una sorta di tavolo permanente fra Comune e sindacati per uno scambio continuo di informazioni sull’evoluzione della vicenda.

 

Lascia una risposta