Giornale, Numero 18 del 18 aprile 2017

K-FLEX: SCIOPERO SOSPESO, MA IL PADRONE NEGA L’INGRESSO IN FABBRICA

Caro Operai Contro, il sindacato aveva sospeso lo sciopero ininterrotto da 80 giorni. Ma il padrone della K- Flex ha impedito agli operai di rientrare in fabbrica. E’ una serrata? […]

Caro Operai Contro,

il sindacato aveva sospeso lo sciopero ininterrotto da 80 giorni. Ma il padrone della K- Flex ha impedito agli operai di rientrare in fabbrica. E’ una serrata? Il padrone decide quando gli operai devono o non devono fare sciopero?

Il sindacato ha denunciato K- Flex per condotta anti sindacale perché ha violato l’accordo di dicembre in cui si impegnava a mantenere il sito a Roncello e a non ridurre personale fino al 2018.

Il presidio sulle portinerie continua, gli operai dovranno decidere nuove iniziative, a prescindere dall’udienza in tribunale fissata per i primi giorni di maggio.

Saluti da un sostenitore

 

Articolo da Il Giorno

K-Flex chiude la porta in faccia agli operai

Cancelli sprangati e guardie schierate: no al rientro in fabbrica dei 187 lavoratori dopo 80 giorni di protesta

Trezzo sull’Adda (Milano), 13 aprile 2017- Fabbrica chiusa, guardie ai cancelli: rientro negato in reparto agli operai della K-Flex, che ieri avevano annunciato la sospensione dello sciopero dopo 80 giorni di protesta e il ricorso al giudice del lavoro per chiedere l’annullamento dei 187 licenziamenti confermati dall’azienda in tutte le sedi. Al loro arrivo, alle 6, i lavoratori hanno trovato le porte sbarrate e un cordone di vigilantes schierato a proteggerle. Fra le parti è muro contro muro.

La battaglia che va avanti dal 24 gennaio, si sposta in Tribunale. Il Gruppo è stato denunciato per condotta anti-sindacale: “Ha violato l’accordo sottoscritto a dicembre in cui si impegnava a mantenere il sito a Roncello e a non ridurre personale fino al 2018”, ricorda Matteo Moretti della Filctem Cgil. K-Flex, che si è presentata una sola volta su tre al tavolo del ministero dello Sviluppo Economico, convocato dal viceministro Teresa Bellanova per raddrizzare la vertenza, ha spiegato di aver messo sul piatto “una prima offerta di incentivi all’esodo”. Quindicimila euro a testa: questo l’esborso promesso dalla famiglia Spinelli, proprietaria del gigante della gomma-plastica. “Una proposta ridicola”, replicano i sindacati “per una società che continua a fare utili e delocalizza solo per fare più profitto. Noi vogliamo lavoro, non mance“. La mobilitazione continua.

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