INNSE: ALLARME ROSSO

Redazione di Operai Contro,   la crisi del sistema capitalista mostra il suo volto barbarico. Nelle crisi cicliche i sindacati concertativi hanno chiesto i sacrifici agli operai, i sacrifici fatti nel passato non hanno arginato la crisi attuale ma hanno permesso ai padroni di aumentare la pantagruelica fame di profitto. Questa crisi storica, come tutte le crisi storiche capitaliste si caratterizza per un eccesso di sovrapproduzione di merce e di capitali: i piazzali delle fabbriche e le vetrine dei negozi sono piene di merci da noi prodotte, ma alle quali noi non possiamo accedere perché i miseri salari che […]
Condividi:

Redazione di Operai Contro,

 

la crisi del sistema capitalista mostra il suo volto barbarico. Nelle crisi cicliche i sindacati concertativi hanno chiesto i sacrifici agli operai, i sacrifici fatti nel passato non hanno arginato la crisi attuale ma hanno permesso ai padroni di aumentare la pantagruelica fame di profitto. Questa crisi storica, come tutte le crisi storiche capitaliste si caratterizza per un eccesso di sovrapproduzione di merce e di capitali: i piazzali delle fabbriche e le vetrine dei negozi sono piene di merci da noi prodotte, ma alle quali noi non possiamo accedere perché i miseri salari che i padroni ci danno non ci permettono di arrivare nemmeno a metà del mese; come tutte le merci anche la merce forza lavoro è in esubero e moltissimi operai vengono licenziati e buttati in miseria. Operai,  i padroni ci considerano delle merci e ciò ci viene sbattuto in faccia tutti i giorni: Padroni, Lacchè della politica, sindacati asserviti, Mass-Media e Intellettuali quanto parlano degli operai ci definiscono “capitale umano”. Operai, è inutile ripetere tutto quello che oggi subiamo in fabbrica: minacce, ricatti e licenziamenti sono una realtà quotidiana; questa quotidianità molti operai purtroppo l’accettano passivamente, si affidano ai burocrati dei sindacati, e addirittura c’è chi si piscia addosso, sperando di cavarsela. Quando veniamo licenziati i sindacati invocano i tavoli per trattare, a questi tavoli gli operai non partecipano ma ne escono con le ossa rotte: bene che ci vada ci viene concessa la CIG (l’anticamera dei licenziamenti), o un misero incentivo per i licenziamenti volontari o i contratti di solidarietà che diminuiscono ulteriormente il già misero salario. A tutto questo ci sono degli operai che dicono no, non sono dei marziani, ma operai come noi che si sono organizzati in proprio; all’Innse il copione era uguale a quello di tantissime realtà:  padrone e sindacati firmano un accordo che di fatti prevedeva la chiusura della fabbrica,  gli operai,  tutti scritti alla Fiom,  in assemblea bocciano l’accordo all’unanimità; le rappresaglie del padrone non si fanno attendere: licenzia 4 operai e un’impiegata, fioccano provvedimenti disciplinari e continui ricorsi alla Magistratura. La risposta degli operai non si è fatta attendere: dichiarano sciopero ad oltranza e organizzano i picchetti, la Fiom abbandona gli operai, ma ai picchetti, oltre agli operai Innse, partecipano operai e realtà sociali che agiscono sul territorio. Gli operai chiedono a tutti quelli che furono gli artefici dell’accordo stipulato nel 2009 di pronunciarsi su quello che accade oggi alla Innse: viene chiamato in causa il Comune di Milano che ha regalato al padrone trentamila metri quadrati di terreno per la cifra simbolica di uno Euro. In cambio il padrone doveva garantire e incrementare l’occupazione, la Prefettura era garante di questo accordo. I picchetti continueranno fino a quanto il padrone non ritirerà i licenziamenti. Chi vuole saperne di più sulla lotta all’Innse può visitare il sito: giùlemanidallaInnse. Operai,  la lotta dei lavoratori dell’Innse è la lotta degli schiavi salariati che hanno tutti contro: padrone, politicanti e sindacati, l’apparato repressivo è presente sin dal primo giorno. Perché questo è possibile all’Innse? Perché all’Innse gli operai si considerano una classe, e questa è la cosa principale per organizzarsi e costruire il PARTITO OPERAIO; nelle altre fabbriche, tranne qualche avanguardia operaia che magari viene evitata per paura, ci sono degli operai non organizzati che sotto la dittatura economica capitalista sono solo degli schiavi che per un misero salario devono sopportare tutte le angherie di cui sono capaci i padroni. Operai,  uniti siamo una forza che niente e nessuno può fermare. Gli operai INNSE HANNO SUONATO L’ALLARME “ROSSO”, RISPONDIAMO AL LORO APPELLO. ORGANIZZIAMOCI IN MODO INDIPENDENTE RICONOSCIAMOCI COME CLASSE. COSTRUIAMO IL PARTITO OPERAIO LA GUERRA CONTRO I NOSTRI SFRUTTATORI E’ INEVITABILE.

Condividi:

Comments Closed

Comments are closed. You will not be able to post a comment in this post.