Licenziamento facile pure se ti ammali

Caro Operai Contro, se ti ammali finisci nel mirino. Renzi con il suo governo ci ha bastonato con il Jobs act. Ora con il governo Gentiloni l’INPS inasprisce fino al licenziamento, i controlli per il lavoratore in malattia. La novità arriva in sordina e a quanto pare non tutte le carte sono scoperte. Converrà tenere alta l’attenzione anche perché, Gentiloni userebbe l’INPS come parafulmine. Gentiloni segue la strada di Renzi, farà la stessa fine. Saluti da un lettore   Dalla Rete: Blasting News Inps: novità malattia per i lavoratori, rischio licenziamenti e nuove norme per le visite Si può […]
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Caro Operai Contro,

se ti ammali finisci nel mirino. Renzi con il suo governo ci ha bastonato con il Jobs act. Ora con il governo Gentiloni l’INPS inasprisce fino al licenziamento, i controlli per il lavoratore in malattia. La novità arriva in sordina e a quanto pare non tutte le carte sono scoperte. Converrà tenere alta l’attenzione anche perché, Gentiloni userebbe l’INPS come parafulmine. Gentiloni segue la strada di Renzi, farà la stessa fine.

Saluti da un lettore

 

Dalla Rete: Blasting News

Inps: novità malattia per i lavoratori, rischio licenziamenti e nuove norme per le visite Si può essere licenziati per la malattia? Cosa cambia per le visite fiscali nel 2017? Ecco tutte le novità.

Nuove norme entreranno in azione a partire dal prossimo 1° gennaio in materia di malattia per i lavoratori dipendenti. Controlli più severi, inasprimento delle sanzioni e regole ferree e rigide, questi in sintesi gli effetti che le nuove norme sull’istituto della malattia avranno a partire dal nuovo anno. Ecco come regolarsi con le visite fiscali, con le comunicazioni e come evitare sanzioni che possono portare anche al licenziamento.

Quando ci si ammala il comportamento che il lavoratore deve tenere nel momento in cui si ammala è sempre lo stesso. Per prima cosa bisognerà avvertire il datore di lavoro e i tempi variano da contratto a contratto. Comunicare per tempo la propria assenza dal lavoro per il sopraggiunto stato di malattia è molto importante per il regolare sviluppo dell’istituto della malattia INPS, cioè quella indennizzata. Per esempio, i dipendenti di aziende del settore turismo, commercio o alimentare (ma l’elenco è vasto e sarebbe meglio controllare il proprio contratto) hanno tempo fino all’inizio del turno di lavoro che avrebbero dovuto svolgere. Ripetiamo, i limiti temporali sono variabili: nel settore metalmeccanico c’è tempo entro le 24 ore del giorno in cui si verifica l’assenza, negli autotrasporti il limite è di 2 ore prima dell’avvio del turno di lavoro e sale a 4 ore nei settori chimico, legno e calzaturificio. La comunicazione va sempre effettuata, anche se è già stato fatto il certificato medico che ne attesta la patologia. Infatti, entro 48 ore dall’evento scatenante la malattia, bisognerà farsi fare il certificato dal proprio medico curante che provvederà ad inviarlo telematicamente all’INPS, rilasciando ricevuta di avvenuta trasmissione e numero di protocollo al lavoratore. Per alcuni contratti, i datori di lavoro oltre alla semplice comunicazione pretendono proprio il numero di protocollo dell’istanza INPS.

Novità 2017: reperibilità e visite fiscali

Dal punto di vista degli orari di reperibilità, cioè le ore della giornata durante le quali è necessario farsi trovare a casa per eventuali visite fiscali, nulla è cambiato. Le fasce di reperibilità sono sempre dalle 10 alle 12 del mattino e dalle 17 alle 19 della sera. Per i lavoratori del Pubblico Impiego invece l’orario è dalle 9 fino alle 13 e dalle 15 alle 18. Dal 2017 le sanzioni per l’assenza ingiustificata sono state inasprite fin dalla prima segnalazione e i controlli, rispetto al passato, possono scattare anche dal primo giorno di malattia. Se non ci si fa trovare ad una visita fiscale e non si producono giustificazioni valide entro 15 giorni, si perde la retribuzione per malattia dei primi 10 giorni. Per i casi di reiterata assenza o mancata presentazione alla convocazione presso le ASL, si perde la metà di tutta l’indennità spettante per la seconda assenza e tutta l’indennità al terzo richiamo. Rischi elevati quindi, perché al contrario di quello che si pensa, si può venire licenziati anche durante lo stato di malattia. Superare il limite massimo del cosiddetto comporto, cioè il numero massimo di giornate di assenza per malattia è uno dei motivi che può portare il lavoratore a perdere il posto. Inoltre, se il datore di lavoro dimostra che le perdurate assenze abbiano arrecato danno all’azienda, può scattare il licenziamento per il rendimento scadente del lavoratore. Per il comporto, il limite di giornate di assenza consentite varia da contratto a contratto, però in linea di massima, la forbice si assesta tra i 3 ed i 6 mesi anche non consecutivi. Capire bene i rischi e i limiti oltre i quali si corrono pericoli dal punto di vista della conservazione del proprio posto di lavoro è importante. ed i permessi, per detonare tutte le problematiche che potrebbero sopravvenire.

 

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