In Piaggio le organizzazioni provinciali continuano a portare avanti un metodo e una pratica sindacale perdente

Il Foglio Bianco Posted: 15 Nov 2016 04:01 AM PST COMUNICATO STAMPA RSU FIOM Come RSU Fiom, non abbiamo  condiviso lo svolgimento di un referendum che  ha messo  i lavoratori di fronte a un SI’ o un NO alle richieste dell’azienda, rinunciando ad una trattativa  sulle priorità che   a luglio i lavoratori in assemblea avevano votato  e indicato  al sindacato come irrinunciabili e  che mettevano al  centro le cause dei fermi produttivi e delle  sue   ricadute negative su salario e occupazione  . Ma i segretari provinciali di FIM, FIOM e UILM,   portando con sé   la maggioranza […]
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Il Foglio Bianco

Posted: 15 Nov 2016 04:01 AM PST

COMUNICATO STAMPA RSU FIOM Come RSU Fiom, non abbiamo  condiviso lo svolgimento di un referendum che  ha messo  i lavoratori di fronte a un SI’ o un NO alle richieste dell’azienda, rinunciando ad una trattativa  sulle priorità che   a luglio i lavoratori in assemblea avevano votato  e indicato  al sindacato come irrinunciabili e  che mettevano al  centro le cause dei fermi produttivi e delle  sue   ricadute negative su salario e occupazione  .

Ma i segretari provinciali di FIM, FIOM e UILM,   portando con sé   la maggioranza dei delegati, hanno deciso di seguire il  percorso suggerito dall’azienda.  Hanno imposto che  si parlasse solamente di ammortizzatori sociali  e presentato ai lavoratori l’accettazione o meno della proposta aziendale in forma di vero ricatto (anche se sapevano di dire il falso): o si vota SI’ oppure ci saranno licenziamenti.

In Piaggio come in tutte le aziende dell’indotto, di fronte alle pretese aziendali il comportamento delle organizzazioni sindacali è sempre lo stesso:  quello di aiutare le aziende a far man bassa dei soldi  dell’INPS senza mai metterne in discussione le strategie, con il risultato di arrivare a situazioni non più recuperabili e sfinire l’istinto  e la capacità di ribellione degli operai. Da questo  punto di vista la Ristori ne è un esempio significativo.

La firma appena messa sul contratto di Solidarietà  fornisce alla Piaggio  strumenti di  totale  flessibilità ed arbitrio nella gestione del’orario di lavoro e di ricatto e  discriminazione  nei confronti dei lavoratori, e produrrà una drastica riduzione occupazionale con l’ulteriore procedura di mobilità:  infatti un accordo che compensasse realmente le uscite avrebbe dovuto prevedere una percentuale di assunzione a full time del 240% ( considerando che i ptv già lavorano 7 mesi l’anno) del numero delle uscite e non 30% come è stato siglato.

In pochi anni e in pochi accordi di questo tipo siamo passati da più di 3000 dipendenti agli attuali 2650 a 2500 dopo l’applicazione di questo accordo, altro che difesa della Valdera e incontri con le istituzioni.

Di questo passo a  stare sereni saranno la Piaggio e i suoi azionisti,  ma molto meno i lavoratori della Piaggio, della Ristori e delle altre aziende legate alla Piaggio.

Rsu Fiom Piaggio

http://manifestino.blogspot.it/2016/11/in-piaggio-le-organizzazioni.html?m=1

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