Giornale, Numero 238 del 7 dicembre 2015

Italcementi Calusco: gli operai bocciano il contratto del cemento

Caro Operai Contro, neanche un voto favorevole, 33 voti contrari, 28 astenuti, 93 non hanno partecipato all’assemblea, compresi gli assenti per ferie, permessi, malattia. Respinto il contratto della miseria! Una […]

Caro Operai Contro,

neanche un voto favorevole, 33 voti contrari, 28 astenuti, 93 non hanno partecipato all’assemblea, compresi gli assenti per ferie, permessi, malattia. Respinto il contratto della miseria! Una lezione di dignità operaia, dalla quale c’è da imparare. Si può fare! Come diceva un cinese nel secolo scorso: “Osare lottare, osare vincere!”.

Cosa hanno vinto questi operai? Hanno vinto di continuare a tenere la testa alta in fabbrica, non sottomettersi ad un contratto capestro. Nella cementeria di Calusco c’è una mina vagante: questi operai potrebbero in ogni momento aprire un contenzioso, oppure una vera e propria vertenza, sui reali problemi della fabbrica e sul salario. Loro hanno respinto il contratto della miseria.

Saluti da Bergamo.

 

Da L’eco di Bergamo del 1 dicembre

“ Ma vediamo che cosa proprio non è andato giù di un’intesa che nel triennio, a livello economico, porta in busta paga un aumento di 90 euro lordi (erano 120 nel precedente rinnovo contrattuale). Sul «niet» degli addetti di Calusco pesa soprattutto il mancato incremento dell’indennità del primo e del secondo turno di lavoro. Per intenderci quelli che vanno dalle 6 alle 14 e dalle 14 alle 22. Mentre l’indennità del turno di notte (dalle 22 alle 6) è stata portata al 42% (l’aumento è di due punti percentuali), contro «il 5% a cui è ferma da oltre 35 anni quella del primo turno, ad esempio», spiega Fabio Paris della Rsu Fillea-Cgil della cementeria bergamasca. Che, a differenza della collega di segreteria della Fillea di Bergamo, Luciana Fratus, non ha sottoscritto l’ipotesi di accordo.

Un altro punto che non scalda gli animi riguarda il fatto che la prima tranche di aumento salariale (40 euro lordi) scatterà solo a partire dal 1o dicembre 2016, «cosa mai successa – precisa Paris – perché nei precedenti rinnovi contrattuali di solito l’attesa era al massimo di uno-due mesi dalla firma».

C’è da dire che il settore del cemento, con la crisi che ha investito l’edilizia, non sta attraversando una fase propriamente positiva, ed è anche a fronte di questa considerazione che Luciana Fratus giudica l’ipotesi di accordo «dignitosa». La sindacalista precisa che «il contratto si deve guardare nel suo complesso e, pur capendo il disagio rispetto ai turni dei lavoratori, vanno considerati i tanti aspetti positivi. Tra cui il fatto che, a differenza del contratto dei chimici, in quello del cemento non sono previste verifiche annuali sull’andamento dell’inflazione. Quindi l’aumento di 90 euro è certo». Ma, almeno per i lavoratori di Calusco, ci vuole altro ”.

Francesca Belotti

Lascia una risposta