Giornale, Numero 192 delo 21 ottobre 2015

IL QUARTIERE DELLA CLASSE OPERAIA

paolo mastrolilli new york La città della classe operaia di Manhattan è stata venduta. Ora si tratta di capire se uno degli ultimi quartieri abitabili dalle persone non ricche riuscirà […]
paolo mastrolilli
new york

La città della classe operaia di Manhattan è stata venduta. Ora si tratta di capire se uno degli ultimi quartieri abitabili dalle persone non ricche riuscirà a resistere nella sua funzione, come desidera il sindaco de Blasio, oppure se diventerà un altro fazzoletto di terra abbordabile solo dai privilegiati.

Stuyvesant, con i suoi 11.000 appartamenti a fitto bloccato, era l’ultimo baluardo della classe media e bassa a Manhattan. Un quartiere popolare costruito nella zona della ventesima strada, davanti all’East River, con lo scopo proprio di offrire “affordable housing”. Nel corso degli anni, infatti, era diventato il rifugio di operai, muratori, pompieri, insegnanti, poliziotti, e tutte le persone che facevano mestieri indispensabili per far andare avanti la città, ma non abbastanza remunerati per viverci dentro.

Ora lo ha comprato per 5,3 miliardi il fondo Blackstone, e il suo futuro è incerto. Secondo l’accordo fatto con de Blasio, l’acquisto è stato autorizzato solo alla condizione che i nuovi proprietari dovranno preservare almeno la metà degli appartamenti a prezzi accessibili per 20 anni. In sostanza una metà di Stuyvesant resterà quartiere popolare, e l’altra diventerà invece la meta di ricchi che vogliono il brivido di vivere a due passi dall’East Village, che un tempo era il quartiere degli alternativi. Ma finirà davvero così, in una Manhattan che ormai pullula di nuovi condomini lussuosi? E fra venti anni, gli ultimi superstiti della classe media a Manhattan dove andranno a vivere?

1 Comment

  1. Fra vent’anni ? Paolo è un inguaribile ottimista.
    Io dico da quasi subito e lo motivo: A Lugano,quindi una scoreggia di città in paragone, c’era un quartiere chiamato Molino Nuovo: Quartiere popolare e proletario che ancora adesso(a torto) i residenti chiamano “bronx”. Bene in pochi anni è stato rivoltato come un calzino e ora abbondano appartamenti per manager, fiduciarie, banche e assicurazioni. Il nome è restato ma la maggioranza degli inquilini ha dovuto fare le valigie.
    Possono cambiare i luoghi ma la logica del mercato finanziarizzato( ancora senza degni rivali ) resta quella di sempre.

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