Giornale, Numero 010 del 6 aprile 2015

3 GUERRA MONDIALE: E’ UN CASINO

Redazione, IRAQ: USA, Giordania, Arabia Saudita, Francia, appoggiati da terra dai mercenari dell’esercito Iraniano (Sciiti) e dai mercenari curdi, attaccano i combattenti ISIS (sunniti) YEMEN: Operazione (Tempesta di fermezza), Arabia, […]

Redazione,

IRAQ: USA, Giordania, Arabia Saudita, Francia, appoggiati da terra dai mercenari dell’esercito Iraniano (Sciiti) e dai mercenari curdi, attaccano i combattenti ISIS (sunniti)

YEMEN: Operazione (Tempesta di fermezza), Arabia, Egitto, Turchia, Marocco, emirati Arabi, Kuwait, appoggiati dagli USA bombardano i ribelli sciiti(sostenuti dall’Iran

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Un casino

Riad ha dispiegato una forza di 100 aerei da caccia e 150mila soldati, oltre ad unità navali, nell’ambito dell’offensiva. Alla coalizione partecipano anche Egitto, Giordania, Emirati arabi uniti, Kuwait, Qatar, Bahrein, Marocco e Sudan, mentre il Pakistan, unico Paese non arabo ad essere invitato a farne parte, si è riservato di rispondere.

La Casa Bianca ha fatto sapere che il presidente Barack Obama ha autorizzato supporto logistico e in materia di intelligence. E paradossalmente ciò avveniva proprio mentre i caccia americani entravano in azione contro l’Isis a Tikrit, in Iraq, dove gli Usa e l’Iran sostengono congiuntamente il governo a guida sciita di Baghdad contro la minaccia jihadista. Le reazioni nella regione hanno rispecchiato la classica divisione tra schieramenti sunnita e sciita che già si fronteggiano su altre crisi, in primis quella siriana.

I bombardamenti sono un “passo pericoloso” che peggiorerà la crisi, ha avvertito l’Iran, che ha chiesto di fermarli. Lo stesso hanno fatto il governo di Damasco e le milizie libanesi Hezbollah, che hanno condannato “l’aggressione saudita-americana”. Anche l’Iraq si è dichiarato contrario.

Sull’altro fronte, oltre ai Paesi arabi direttamente coinvolti, anche la Turchia, che ha detto di “appoggiare l’operazione militare”. “I negoziati rimangono l’unica opzione per risolvere la crisi yemenita”, ha avvertito da parte sua il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon. Lo stesso ha affermato Federica Mogherini, Alto rappresentante per la politica estera della Ue, dicendosi “convinta che l’azione militare non sia una soluzione”. Intanto, però, tre anonimi alti responsabili egiziani hanno detto all’Associated Press che Arabia Saudita ed Egitto guideranno un’offensiva di terra dopo che i raid aerei avranno indebolito i ribelli e le forze leali a Saleh. Secondo le fonti, l’incursione dovrebbe puntare a spingere i ribelli a negoziati.

E i padroni occidentali hanno il coraggio di dichiarare che l’ISIS è il diavolo?

Un osservatore

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