SCHIAVI MODERNI

Redazione, avete parlato spesso delle condizioni degli operai agricoli nelle campagne siciliane  vi invio un articolo. il nostro giornale è per quello che vedo, l’unico che quotidianamente riporta le miserabili condizioni di vita e purtroppo di morte degli operai in Italia e nel mondo. Condizioni miserabili di vita e di morte che non appariranno mai nelle patinate pagine web delle aziende agricole o negli sfarzosi capannoni dell’EXPO dedicati al cibo. Sono gli operai dell’agricoltura, dell’industria e dell’edilizia che producono ricchezza per tutti! Sono gli operai che dovranno prendersi la ribalta organizzandosi in partito proprio e magari rispolverando…. Madame la […]
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Redazione, avete parlato spesso delle condizioni degli operai agricoli nelle campagne siciliane  vi invio un articolo. il nostro giornale è per quello che vedo, l’unico che quotidianamente riporta le miserabili condizioni di vita e purtroppo di morte degli operai in Italia e nel mondo. Condizioni miserabili di vita e di morte che non appariranno mai nelle patinate pagine web delle aziende agricole o negli sfarzosi capannoni dell’EXPO dedicati al cibo. Sono gli operai dell’agricoltura, dell’industria e dell’edilizia che producono ricchezza per tutti! Sono gli operai che dovranno prendersi la ribalta organizzandosi in partito proprio e magari rispolverando…. Madame la Guillotine
un lettore
 Catania: “caporali” sfruttavano braccianti romeni, 9 arresti

La banda reclutava manodopera in Romania e alloggiava i braccianti dentro cassoni di lamiera in pessime condizioni igienico-sanitarie

31 marzo 2015 07:58 | 
Un’organizzazione sfruttava braccianti romeni nelle campagne di Catania. Lo hanno scoperto i carabinieri che hanno arrestato nove persone su provvedimento restrittivo emesso dal Gip su richiesta della Procura della Repubblica. Sono accusati a vario titolo sono di associazione per delinquere finalizzata caporalato. Dalle dichiarazioni delle vittime e’ emerso che i romeni impiegati nelle colture agricole di Paterno’, a una ventina di chilometri da Catania, venivano costretti, con la minaccia di un allontanamento, a prestare la loro opera a ritmi massacranti per accrescere i profitti dell’organizzazione criminale. La banda, secondo gli investigatori, reclutava manodopera in Romania, e alloggiava i braccianti dentro cassoni di lamiera freddi d’inverno e caldi d’estate, in pessime condizioni igienico-sanitarie per svolgere mansioni sotto pagate e senza le minime garanzie e tutele. Le vittime erano ridotte in uno stato di sudditanza psicologica e poste dinanzi all’alternativa tra accettare condizioni disumane e perdere l’impiego e i pochi guadagni ricavati
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