Giornale, Numero 973 del 28 febbraio 2015

I MAGISTRATI ASSOLVONO SEMPRE I PADRONI

Redazione di operai contro dopo il processo Eternit, anche a milano sono assolti i dirigenti dell’ENEL Gli operai vengono ammazzati e la magistratura assolve i padroni e i loro scagnozzi. […]

Redazione di operai contro

dopo il processo Eternit, anche a milano sono assolti i dirigenti dell’ENEL

Gli operai vengono ammazzati e la magistratura assolve i padroni e i loro scagnozzi.

Per 60 anni, dagli anni ’30 ai ’90, fino a che l’amianto non è stato messo al bando nel 1992, l’Enel non ha preso alcuna «misura di sicurezza per proteggere i lavoratori esposti alle polveri» della sostanza cancerogena nella storica centrale termoelettrica di Turbigo, alle porte di Milano.

Sono stati assolti dal Tribunale di Milano «per non aver commesso il fatto» quattro ex dirigenti Enel imputati per omicidio colposo in relazione a 8 casi di operai della centrale termoelettrica di Turbigo (Milano) morti perchè, secondo l’accusa, avrebbero respirato polveri di amianto tra gli anni ’70 e ’80. Dopo la lettura della sentenza alcuni parenti delle vittime hanno protestato in aula, gridando «vergogna» e «li hanno uccisi un’altra volta».

Nelle scorse udienze il pm di Milano Maurizio Ascione aveva chiesto la condanna a 5 anni e mezzo di reclusione per Alberto Negroni, prima direttore di compartimento e poi tra l’84 e il ’92 dg di Enel, 4 anni per Paolo Beduschi, capo della centrale di Turbigo tra l«84 e il ’90, 3 anni per Paolo Chizzolini, ex direttore di compartimento, e 2 anni per Valeriano Mozzon, che fu capo centrale dal 90 al ’92.

Altri due imputati, l’ex presidente di Enel Francesco Corbellini e l’ex direttore di compartimento Aldo Velcich, sono morti nelle scorse settimane. Al centro del processo le morti di otto operai (avvenute tra il 2004 e il 2012) che hanno lavorato nella storica centrale termoelettrica di Turbigo, in provincia di Milano, la cui prima attività risale agli anni ’20. «Prima di ammalarsi mio marito era il ritratto della salute», ha spiegato la moglie di Mario Ranzani, uno degli operai morti. «L’amianto ha ucciso il padre dei miei figli – ha proseguito – dopo un’agonia durate un anno».

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