Giornale, Numero 864 del 11 novembre 2014

La modernità di Renzi è quella del 1927

Caro Direttore, Renzi non perde occasione per ripetere che l’Italia è ferma da 20 anni, e che il Jobs act serve a rilanciare l’economia, con licenziamenti facili e sfruttamento più […]

Caro Direttore,

Renzi non perde occasione per ripetere che l’Italia è ferma da 20 anni, e che il Jobs act serve a rilanciare l’economia, con licenziamenti facili e sfruttamento più selvaggio.

Perciò Renzi vuole un sindacato moderno, senza conflitto operai padroni, al servizio dell’Italia.

Nella “Carta del lavoro” del 1927 si leggeva: “ L’organizzazione sindacale è libera. Ma solo il sindacato sottoposto al controllo dello Stato, ha il diritto di rappresentare i lavoratori “, Mussolini voleva un sindacato corporativo e nazionalista. La differenza è solo formale per chi sa leggere.

Renzi strilla che “il lavoro è un dovere non un diritto”. Nella “Carta del lavoro” voluta da Mussolini c’era scritto: “ Il lavoro è un dovere sociale “. Che strana analogia.

Renzi attacca i magistrati perché li vorrebbe schierati ai suoi ordini per reprimere gli operai. Anche la “Carta del lavoro” voluta da Mussolini si affidava alla Magistratura: “ Per regolare le controversie del lavoro sia sulle norme vigenti, sia sulla determinazione di nuove condizioni di lavoro “

La carta del lavoro è stata varata dal fascismo su ordine di Mussolini il 21 aprile 1927.

Le analogie col Jobs act di Renzi sono impressionanti, in alcuni passaggi sono proprio uguali.

Saluti contro la “carta del lavoro” di Renzi.

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