Giornale, Numero 864 del 11 novembre 2014

Sisma a L’Aquila, l’Appello ribalta il primo grado: assolti tutti gli esperti della Grande Rischi

Redazione, 309 morti nessun colpevole In Italia, padroni, politici, amministratori, componenti commissioni, blasonati scienziati, godono dell’immunità Vi invio un pezzo di un articolo del fatto quotidiano Un cittadino dell’Aquila “Non […]

Redazione,

309 morti nessun colpevole

In Italia, padroni, politici, amministratori, componenti commissioni, blasonati scienziati, godono dell’immunità

Vi invio un pezzo di un articolo del fatto quotidiano

Un cittadino dell’Aquila

“Non è un processo alla scienza, hanno ribadito più volte i magistrati. Di sicuro è un processo senza colpevoli, almeno fino alla sentenza d’appello. Sono stati assolti i componenti della commissione Grandi rischi che parteciparono alla riunione del 31 marzo 2009, cioè pochi giorni prima del terremoto del 6 aprile che distrusse L’Aquila e provocò 309 morti. L’accusa era di omicidio e lesioni colpose e in primo grado la pena era stata di 6 anni. Ora quella sentenza è stata svuotata quasi del tutto. Secondo i giudici “il fatto non sussiste” per il direttore del Centro nazionale terremoti Giulio Selvaggi, l’allora vicepresidente della commissione Franco Barberi, allora capo dell’Ingv Enzo Boschi, il direttore dell’ufficio rischio sismico di Protezione civile Mauro Dolce, l’ordinario di fisica all’università di Genova Claudio Eva, il direttore di Eucentre e responsabile del progetto Case Gian Michele Calvi. In realtà un condannato c’è:Bernardo De Bernardinis, allora vice di Guido Bertolaso alla Protezione Civile, condannato a 2 anni in relazione alla morte di 13 persone. E’ stato invece assolto per la vecchia “insufficienza di prove” in riferimento ai casi di altre 16 vittime. “Se fossi stato il padre di una delle vittime avrei fatto la stessa cosa – ha commentato De Bernardinis – Una vittima è sempre una vittima. Non ho mai contestato nulla”. Per la procura generale, però, il fatto che sia l’unico colpevole ne fa una sorta di capro espiatorio: “Immaginavo un forte ridimensionamento dei ruoli e delle pene, ma non un’assoluzione così completa, scaricando tutto su De Bernardinis, cioè sulla Protezione Civile” ha commentato il procuratore generale Romolo Como, che si è detto “alquanto sconcertato”.

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