LA GUERRA IN UCRAINA

Redazione di Operai Contro, mentre in europa si preparano le elezioni dei padroni, in Ucraina avanza la terza guerra mondiale. Nell’Ucraina dell’est si continua a combattere e a morire. Nel primo pomeriggio almeno sette militari di Kiev sono stati uccisi in un’imboscata dei miliziani filorussi nei pressi di Oktiabrsk, a circa 20 chilometri da Kramatorsk, e altri sette sono rimasti feriti. Si tratta dell’attacco più sanguinoso contro le truppe regolari di Kiev da quando – circa un mese fa – il governo ucraino ha lanciato un’operazione militare contro i separatisti. E tra le vittime degli scontri c’è anche uno degli […]
Condividi:

Redazione di Operai Contro,

mentre in europa si preparano le elezioni dei padroni, in Ucraina avanza la terza guerra mondiale.

Nell’Ucraina dell’est si continua a combattere e a morire.

Nel primo pomeriggio almeno sette militari di Kiev sono stati uccisi in un’imboscata dei miliziani filorussi nei pressi di Oktiabrsk, a circa 20 chilometri da Kramatorsk, e altri sette sono rimasti feriti. 

Si tratta dell’attacco più sanguinoso contro le truppe regolari di Kiev da quando – circa un mese fa – il governo ucraino ha lanciato un’operazione militare contro i separatisti. E tra le vittime degli scontri c’è anche uno degli insorti, mentre un altro sarebbe rimasto ferito. A condurre l’agguato – secondo il ministro della Difesa ucraino – sono stati circa 30 miliziani, che hanno assaltato una colonna di mezzi militari ucraini al passaggio di un ponte sparando con kalashnikov e bazooka e riuscendo – secondo quanto raccontano loro stessi – a distruggere due autoblindo dell’esercito. 

Intanto nell’Ucraina devastata dalla guerra civile entra in campo anche la mediazione tedesca. Il ministro degli Esteri di Berlino, Frank-Walter Steinmeier, è arrivato oggi a Kiev per incontrare il premier ucraino Arseni Iatseniuk e il presidente Oleksandr Turcinov e aiutare a trovare una soluzione alla crisi che sta sconvolgendo le regioni del sud-est del Paese. 

Ma a soffiare sul fuoco da est ci pensa la Russia che contro i rivali del governo filo-occidentale ucraino torna a usare l’arma energetica, forse quella più potente di cui dispone. Mosca chiede infatti a Kiev 1,66 miliardi di dollari entro il 2 giugno come pagamento anticipato per le forniture di gas del prossimo mese. Il calcolo dei russi si basa sulla “fornitura di 114 milioni di mc di gas al giorno previsto dal contratto” e su un prezzo che è uno dei più salati di sempre: 485,5 dollari per mille mc, mentre il debito dell’Ucraina per il metano russo, sempre secondo Mosca, sarebbe di 3,5 miliardi di dollari. 

La situazione per Kiev è critica: l’ad della Gazprom Alexiei Miller ha minacciato di chiudere i rubinetti del gas verso l’Ucraina se questa non pagherà quanto richiesto. Ma una nuova ‘guerra del gas’ potrebbe danneggiare anche l’Europa, visto che il Vecchio continente importa dalla Russia circa un terzo del metano di cui ha bisogno e circa la metà di questo passa dai gasdotti ucraini. Di fronte a questa minaccia, Josè Manuel Barroso ha lanciato un monito al Cremlino: “Usare l’energia come arma politica – ha tuonato il presidente della Commissione Ue – non è interesse di nessuno” ed in particolare “non è interesse della Russia in quanto fornitore”. 

E anche il premier ucraino Iatseniuk, durante la stessa conferenza stampa a Bruxelles, ha avvertito Mosca che il suo governo è pronto a ricorrere “alla Corte di Stoccolma” se la Russia non applicherà “prezzi di mercato” alle forniture di gas. Ma Mosca – accusata da Kiev di appoggiare i ribelli – al bastone alterna la carota. Pur denunciando che il governo ucraino non vuole “un vero dialogo con i rappresentanti delle regioni” e ribadendo con decisione che deve ritirare le proprie truppe così come previsto dalla road map Osce, il Cremlino sostiene infatti che ad azioni concrete di apertura da parte di Kiev anche “i leader delle ‘forze di autodifesa’” di Donetsk e di Lugansk dovranno “reagire in modo adeguato”. 

Operai prepariamo il nostro esercito per la guerra ai padroni

Operai costruiamo il nostro partito

Operai guerra alla guerra dei padroni

Un osservatore

Condividi:

Comments Closed

Comments are closed. You will not be able to post a comment in this post.