Giornale, Numero 629 del 19 marzo 2014

LA GUERRA IN UCRAINA

Redazione di Operai Contro, Dopo il plebiscito della Crimea per l’annessione alla Russia, la presenza dei soldati russi in Crimea si fa sempre più pesante. I militari di Mosca hanno […]

Redazione di Operai Contro,

Dopo il plebiscito della Crimea per l’annessione alla Russia, la presenza dei soldati russi in Crimea si fa sempre più pesante.

I militari di Mosca hanno costretto al ritiro dei soldati ucraini da due basi.

Il primo sito strategico “conquistato” dalle forze armate russe è la base della marina militare ucraina a Sebastapoli.

Questa mattina circa duecento manifestanti filorussi hanno fatto irruzione nella sede dello stato maggiore della marina militare ucraina della città e ammainato la bandiera ucraina issando quella russa e quella di Sant’Andrea.

I soldati di Kiev, dopo una trattativa, hanno lasciato la base. Mentre il comandante della marina militare di Kiev, Serghiei Gaiduk, è stato portato via dalla sede dello stato maggiore della città da agenti dell’Fsb, i Servizi segreti russi.

Ma i soldati ucraini si sono ritirati anche dalla base del comando per le comunicazioni alla periferia di Sebastopoli. Decine tra ufficiali e soldati – come ha riportato l’inviato dell’Ansa – hanno lasciato la struttura mentre le famiglie attendevano l’uscita dei propri cari, e i militari russi presidiavano in forze l’edificio.

I venti di guerra sulla regione si intensificano. Oltre 5.000 artiglieri delle truppe aviotrasportate prenderanno parte alle esercitazioni di tiro nel territorio di otto regioni russe, compreso il poligono vicino a Novorossisk, che confina con la Crimea. Lo ha riferito Interfax citando il ministero della difesa russo. Le manovre dureranno da 45 giorni a due mesi. E’ previsto l’uso di oltre mille mezzi militari, tra blindati e pezzi di artiglieria. Saranno sparati oltre 6000 ordigni di artiglieria.

Anche il fronte politico rimane incandescente dopo che il presidente russo Vladimir Putin ha firmato l’annessione della Crimea alla Federazione russa.

La crisi diplomatica tra Mosca e l’Occidente è sempre più acuta. L’incontro tra Putin e il presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy, che alla vigilia della seduta del consiglio europeo voleva conoscere la posizione ufficiale della Russia sulla crisi ucraina, è stato annullato. Dura la reazione della Russia dopo la cancellazione della vista. Il Cremlino ha affermato che l’Unione europea non ha voluto conoscere “la verità” sull’Ucraina. “Non hanno permesso al presidente del Consiglio europeo di venire a Mosca. La loro stessa gente”, ha dichiarato il ministero degli Esteri russo in un comunicato. Si dovrebbe svolgere giovedì, invece, l’incontro a Mosca tra il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon, e Putin.

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