Giornale, Numero 505 del 14 novembre 2013

TU QUOQUE ANTONIO

PER IL DIBATTITO Tu quoque, Antonio! Ancora a proposito di lavoro e salario garantito …. Passando dalla teoria alla pratica Ricevo da Antonio Pagliarone le osservazioni che riporto in calce, […]

PER IL DIBATTITO

Tu quoque, Antonio!

Ancora a proposito di lavoro e salario garantito ….

Passando dalla teoria alla pratica

Ricevo da Antonio Pagliarone le osservazioni che riporto in calce, alle quali cercherò ora di rispondere.  Sono osservazioni teoricamente sacrosante … in pratica molto meno. E mi stupisco, mi stupisco profondamente, che Antonio, che è uomo d’onore e che mi è stato maestro, dica certe cose.

1) Non mi stanco di ripetere, e non mi stancherò mai di ripetere, con Marx, che un conto è il lavoro salariato (Arbeit) e un conto è l’attività (Tätigkeit). Io parlo di lavoro salariato (Arbeit) o meglio di lavoro alienato, che esprime meglio il concetto. Concetto che, anche senza il tedesco di Marx, qualunque operaio, bergamasco o peruano, ha ben chiaro nella testa, e soprattutto nelle ossa. Dopo otto ore di fabbrica (Arbeit) l’operaio è ben lieto di zappettare il suo orto (Tätigkeit), ma questa è una situazione sempre più rara, visto che oggi anche i famosi metalmezzadri dell’Indesit di Fabriano hanno poco da sfogliar verze, nel vero senso della parola…

2) Non parlo genericamente di lavoratori, termine ambiguo che abbraccia cani e porci, manager e sbirri. Parlo di proletari, di chi per vivere deve vendere la propria forza lavoro per produrre la ricchezza altrui (ricchezza rubata, privata, a vantaggio di altri, dei padroni), parlo quindi di operai, di lavoratori salariati, di occupati e di disoccupati, e soprattutto parlo di quel crescente esercito industriale di riserva, di cui proprio tu, Antonio, ci hai dato un’ottima descrizione [vedi: La polarizzazione delle società ovvero la de-integrazione, «Connessioni», n. 2, autunno 2012, p. 12. Anche in: www.countdowninfo.net/].

Tu quoque, Antonio. Salario garantito

Lascia una risposta