DALLA LOTTA DEGLI OPERAI OM LEZIONI DI UMANITÀ

Redazione di Operai Contro, “Nonostante tutto, non abbiamo perso la voglia di vivere. E finché avremo volontà di vivere, nessuno ci sconfiggerà. Anzi il problema comune dei nostri mariti, buttati fuori dalla fabbrica, ci ha unite e ha saldato anche la nostra amicizia”. Così la moglie di uno degli operai dell’Om carrelli elevatori di Modugno (Ba), al corteo autorganizzato nel centro di Bari, parlando dell’appoggio delle mogli e compagne alla lotta dei propri uomini. Una piccola grande lezione di umanità, di solidarietà, di amore per la vita, ai padroni e ai loro tecnici, che dietro una scrivania decidono la […]
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Redazione di Operai Contro,

“Nonostante tutto, non abbiamo perso la voglia di vivere. E finché avremo volontà di vivere, nessuno ci sconfiggerà. Anzi il problema comune dei nostri mariti, buttati fuori dalla fabbrica, ci ha unite e ha saldato anche la nostra amicizia”. Così la moglie di uno degli operai dell’Om carrelli elevatori di Modugno (Ba), al corteo autorganizzato nel centro di Bari, parlando dell’appoggio delle mogli e compagne alla lotta dei propri uomini. Una piccola grande lezione di umanità, di solidarietà, di amore per la vita, ai padroni e ai loro tecnici, che dietro una scrivania decidono la chiusura di una fabbrica depennando posti di lavoro e costringendo alla fame centinaia di operai e loro familiari.

 

Come lezioni di umanità sono venute dai bambini e ragazzini che hanno accompagnato i padri e le madri in un corteo con il quale gli operai Om, in presidio da aprile davanti alla fabbrica, hanno portato la loro lotta nel cuore della città. E non a caso sul manifesto promotore del corteo campeggiava la frase di Giuseppe, di appena 6 anni: “Andrea, mio compagno di scuola, dice che i bimbi poveri sono in paesi poveri. Ma io sono povero, il mio papà non ha un lavoro, gli ho detto”.

 

Ma la lezione più alta viene sicuramente dagli operai, che con caparbietà difendono il proprio pane e la propria dignità all’addiaccio sotto un gazebo. Un pugno secco alla violenza indifferente dei padroni, uno schiaffo al perbenismo di chi guarda con sufficienza le amare sorti degli operai, i moderni schiavi salariati che producono tutte le merci per la vita di tutti e vengono buttati in mezzo alla strada quando il padrone ritiene di non riuscire più a sfruttarli abbastanza.

 

La lotta di questi operai, cha sono partiti da soli e da zero, è una novità a Bari e in Puglia. Mai, dai tempi dell’occupazione della Hettemarks negli anni ’70, la zona industriale di Bari aveva visto tanti operai uniti contro un padrone e i suoi servetti. E mai, da decenni, gli operai di Bari avevano organizzato una manifestazione indipendente da politicanti di mestiere e sindacalisti al soldo del padrone. Queste sono le novità di cui tali operai si sono fatti portatori.

 

Gli operai Om rappresentano una spina nel fianco della società borghese di Bari, e non solo. Per estirparla i padroni hanno invocato sindacalisti compiacenti, politici corrotti, preti melliflui, ma nessuno ha ormai niente da promettere e mantenere, se non dire parole vuote. Forse li richiameranno e forse ancora si rivolgeranno a poliziotti e celerini, come hanno già tentato. Ma gli operai Om, pur tra difficoltà di ogni tipo, quella spina la vogliono conficcare ancora più a fondo nel corpo putrido di un sistema sociale che elargisce privilegi ai suoi inutili uomini di potere e condanna chi produce tutto a morire di fame.

 

SALUTI OPERAI DALLA PUGLIA

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