Giornale, Numero 490 del 30 ottobre 2013

NIENTE ACQUA PER I DISOCCUPATI

Il Martedì 29 Ottobre 2013 13:08, francoppoli <francoppoli@yahoo.it> ha scritto: Agli organi di informazione alla stampa si inoltra in allegato un comunicato del comitato per l’acqua di Terni sul caso di […]
Il Martedì 29 Ottobre 2013 13:08, francoppoli <francoppoli@yahoo.it> ha scritto:
Agli organi di informazione
alla stampa
si inoltra in allegato un comunicato del comitato per l’acqua di Terni sul caso di M.I. un disoccupato ternano di fatto ricattato dal SII per le difficoltà a pagare le bollette idriche. A Terni stanno aumentando i casi di indigenza che portano alla difficoltà di pagare l’acqua (tra l’altro tra le più care in Italia), ma mentre a Perugia sono stati sospesi i distacchi ed in altre città si riduce l’erogazione a chi non può pagare per motivi economici a Terni decine di famiglie si ritrovano senz’acqua determinando, tra l’altro, gravi conseguenze igienico-sanitarie. sono stati informati Sindaco e Prefetto per intervenire a difesa dell’incolumità individuale e pubblica.
E’ una battaglia di civiltà che chiediamo la stampa diffonda: solo con la denuncia di questa logica ricattatoria ed esclusivamente economica nessuno rimarrà senza acqua a Terni,
Ringraziamo in anticipo per la diffusione della notizia. Per approfondimenti 328 6536553
per il comitato per l’acque di Terni
franco coppoli
COMUNICATO STAMPA
 
SE  NON PAGHI NON BEVI NE’ TI LAVI. IL SII “RICATTA” UN DISOCCUPATO E TAGLIA L’EROGAZIONE DELL’ACQUA!
Questo è quanto successo a M.G. un ternano disoccupata da due anni che si è trovato nell’impossibilità di pagare le bolletta dell’acqua.
Già a febbraio, non avendo potuto saldare le bollette, aveva avuto difficoltà ed era stato lasciato senza acqua per ben 40 giorni, fino a quando aveva potuto pagare il riallaccio ed una cambiale che il gestore del servizio idrico, il SII SCPA gli aveva imposto di firmare per poter acceder ad un bene essenziale per l’igiene, la vita e la salute, riconosciuta come diritto dalla stessa Costituzione repubblicana. Non ha però potuto liquidare, per la disperata situazione economica la cambiale successiva.
Il SII di Terni, cinque giorni fa, 24 ottobre,  senza nessun preavviso, ha chiuso l’acqua e asportato il contatore dalla sua abitazione, lasciandolo così senza acqua da bere o per lavarsi.
Recatosi presso gli uffici del gestore per spiegare la delicata situazione personale ed economica che sta affrontando in questo periodo e per chiedere la rateizzazione della bolletta, gli è stato risposto che senza il pagamento integrale del debito e delle spese per il riallaccio non avrebbe potuto riavere l’acqua.
Ieri il caso è venuto alla conoscenza del Comitato per l’acqua bene comune di Terni (http://comitatoacquaterni.blogspot.it/)  che ha preparato una denuncia, presentata da M.I. alla Procura della Repubblica di Terni, mentre stamattina (29/10) sono stati avvisati e sollecitati il Sindaco di Terni,  garante della salute dei cittadini ed il Prefetto.
Il gestore del servizio, il SII di fatto ricatta (o i soldi o l’acqua…) chi, a causa della crisi, non è in condizioni di pagare. Non è però legittimo tagliare l’acqua alle famiglie o a chi è in condizioni di indigenza: Tra l’altro i distacchi del servizio idrico non sono neanche preavvisati da comunicazioni da parte del SII, ci si ritrova senza acqua senza avere avuto prima alcuna comunicazione. In altre città (a Perugia è stato sospeso il distacco alle utenze grazie all’intervento del Prefetto). In altre città viene applicato un riduttore dell’erogazione che permette comunque alle persone di bere e cucinare. Ricordiamo che l’acqua non è una merce ma un bene essenziale per la vita e l’igiene-
Il comitato si fa garante del diritto all’acqua e risponderemo con denunce e vertenze a qualsiasi interruzione del servizio idrico nelle case e nelle famiglie forti del principio che l’acqua è un diritto inalienabile delle persone. Ricordiamo, tra le tante, la sentenza di Tempio Pausania  del 6/07/2012 che ribadisce che il diritto all’acqua è un valore essenziale protetto dalla Costituzione e che non si può subire un distacco a causa di un contenzioso con l’ente gestore.
Questo atto è una grave lesione del diritto fondamentale all’accesso all’acqua, bene indispensabile alla vita umana.  L’interruzione dell’erogazione dell’acqua costituisce una violazione del diritto alla salute e si configura come la causa di una potenziale emergenza igienico-sanitaria. Questa è la diretta conseguenza della privatizzazione della gestione dell’acqua, bocciata sonoramente dal 92% degli italiani attraverso un referendum disatteso dalla casta politico-economica in tutela degli interessi e dei profitti privati. Se paghi bevi, se non paghi ti tolgo l’acqua. Come se fosse una merce e non un diritto inalienabile.  Oltretutto questo diritto viene negato a fronte della pretesa di una tariffa che non ha recepito gli esiti dei referendum visto che di fatto mantiene tutt’ora la remunerazione del capitale investito abrogata. Ancora più grave è che l’acqua venga staccata in un contesto generale dove la crisi economica  che stiamo vivendo sta mettendo in ginocchio intere famiglie mentre continua a favorire banche e multinazionali.
Comitato per l’acqua bene comune di Terni (http://comitatoacquaterni.blogspot.it/
Comitato regionale Umbro per l’acqua pubblica (http://acquapubblica-umbria.noblogs.org/),
 

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