Giornale, Numero 436 del 7 settembre 2013

ANDREMO IN PENSIONE A 70 ANNI

Redazione di Operai Contro, Troppi pensionati e troppo pochi giovani lavoratori, il mercato del lavoro europeo rischia di andare in tilt. È il risultato di uno studio dell’International Longevity Centre (ILC), un centro di […]

Redazione di Operai Contro,

Troppi pensionati e troppo pochi giovani lavoratori, il mercato del lavoro europeo rischia di andare in tilt. È il risultato di uno studio dell’International Longevity Centre (ILC), un centro di ricerca britannico specializzato in demografia. L’aumento dell’aspettativa di vita media e quindi degli anni di pensione insieme all’insufficiente forza lavoro (e contribuente) attiva potrebbe mandare in rovina le casse pubbliche di molti Paesi se non si prendono i giusti provvedimenti. Quali? Secondo il centro, la soluzione migliore è la solita: aumentare ulteriormente l’età pensionabile.

Presto i contributi pagati dai lavoratori non basteranno più a pagare le pensioni di chi ha smesso di lavorare. Secondo l’International Longevity Centre si passerà quindi rapidamente a una proporzione di quattro a due lavoratori per pensionato, una situazione insostenibile soprattutto in quei paesi, come Grecia, Spagna e Italia, con la più alta percentuale di disoccupazione giovanile.

Le cause principali secondo gli esperti sono l’aumento dell’aspettativa di vita dei pensionati europei e il minor incremento demografico complessivo dei 28 Paesi Ue. Viene poco presa in considerazione, invece, la crescente disoccupazione giovanile che in alcuni Paesi, come la Spagna e l’Italia, ha superato la fatidica soglia del 50 per cento.

Ecco che secondo gli autori dello studio, la soluzione più papabile diventa sia aumentare ulteriormente l’età pensionabile

Lo studio tratta solo in secondo piano la questione disoccupazione. Se infatti a luglio il tasso di disoccupazione nell’Eurozona è rimasto stabile al 12,1% (il quarto mese consecutivo che non cresce), quella giovanile continua a salire: 24,0% (23,9% a giugno, 23,8% a maggio). I dati sonoEurostat (ufficio statistiche dell’Ue) secondo il quale i disoccupati nei 17 paesi della moneta unica sono 19,231 milioni, con i tassi più bassi, in Austria (4,8%) e Germania (5,3%) e quelli più alti in Grecia (27,6%, dato di maggio) e Spagna (26,3%) e Italia (12%).

Insomma, l’obiettivo recondito restano i 70 anni.

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