IL SOGNO (L’INCUBO!) AMERICANO: LA RICONQUISTA DELLO SPAZIO, SU UNA TERRA OSTILE

Nell’America che brucia sono ripresi i viaggi nello spazio. Ci sono certe notizie che dimostrano come il sistema capitalistico mondiale si regge sulla manipolazione delle notizie, e quindi delle coscienze.
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Nell’America che brucia sono ripresi i viaggi nello spazio. Ci sono certe notizie che dimostrano come il sistema capitalistico mondiale si regge sulla manipolazione delle notizie, e quindi delle coscienze.


 

Ebbene in piena pandemia, al ritmo di più di mille morti al giorno, dopo che George Floyd era stato ucciso dalla polizia e l’America aveva iniziato ad infiammarsi, cosa turba i sonni del presidente Trump? Forse la mancanza di tamponi, le fosse comuni, la scelta di chi doveva vivere operata dai medici negli ospedali, i tanti senzatetto costretti a dormire nelle aree di parcheggio distanziati, i tanti operai che si ammalavano per garantire i profitti? Figuriamoci questi sono problemi del proletariato, non dei miliardari rinchiusi nelle loro dorate ville! Ciò che ha tolto il sonno a Trump è la mancata possibilità dei miliardari di poter fare una passeggiata nello spazio, senza chiedere il passaggio ai Russi.
Così l’amministrazione USA ha destinato miliardi di soldi pubblici, togliendoli alla sanità e agli altri bisogni popolari, per riattivare la base di Cape Canaveral, per lancio di vettori spaziali Made in Usa, senza dipendere dai russi. Nell’ operazione sono stati coinvolti i privati, in particolare Alon Musk, patron della Tesla, che ha coinvolto i suoi ingegneri per realizzare il vettore spaziale Space X, idoneo a raggiungere la base spaziale internazionale. Questo vettore è sui generis, è quasi lussuoso e può essere guidato quasi completamente da remoto, senza bisogno di astronauti esperti. Le sue caratteristiche denunciano il vero scopo dell’operazione: il turismo spaziale. La Base Spaziale Internazionale costa troppo e bisogna prevedere delle entrate sicure per renderla sostenibile dal punto di vista finanziario, niente di meglio che trasformarlo, almeno in parte, in un albergo sospeso nello spazio. Il turismo spaziale è un affare che gli americani non vogliono perdere, le morti per fame, per malattie, i senzatetto possono aspettare, la priorità è garantire ai miliardari di togliersi lo sfizio di un viaggio spaziale. Perché, è bene saperlo, non siamo sulla stessa barca e in quest’epoca di pandemia globale, che ha portato anche fame e disperazione, c’è gente che si è arricchita oltremisura, grazie anche alle vantaggiose politiche fiscali delle ultime amministrazioni americane. Tutte quelle multinazionali legate ai social network, alle vendite online hanno beneficiato alla grande dell’attuale momento. Le disparità sociale raggiungono, ormai, livelli spaventosi, nessun epoca storica può essere paragonata a quella attuale. Gli uomini più ricchi del mondo potrebbero comprarsi interi stati, compresi gli abitanti in essi presenti.
Così, in piena pandemia, qualche giorno dopo che l’afroamericano era stato ucciso e le strade degli Usa si stavano infiammando, Trump vola alla base missilistica per assistere al secondo tentativo di lancio del vettore spaziale. Il sogno americano della riconquista dello spazio si stava di nuovo realizzando, in questo modo, forse, il presidente cercava di ricreare consensi intorno alla grande Nazione Americana. Questa volta, però, non ha funzionato, il popolo era troppo esasperato dal razzismo dilagante e dalla pessima gestione pandemica. E qui che i professionisti della (dis)informazione hanno rilevato le loro capacità mistificatorie, al soldo del capitale: dopo aver enfatizzato la notizia del lancio del vettore Space X come evento storico,(di che?) hanno totalmente occultato la notizia e dei poveri, si fa per dire, astronauti giunti sulla base orbitante non si è saputo più nulla. Neanche di progetti spaziali americani si è più parlato, nè tantomeno del turismo spaziale, vero scopo della missione. Non è il caso di gettare benzina sul fuoco della disperazione! Per trovare delle notizie bisogna spulciare il web: il rilancio del turismo spaziale prevede due viaggi all’anno con due “turisti” per volta.
Il costo del BIGLETTO SARA’ 58 MILIONI DI DOLLARI! PIU’ 65000 DOLLARI PER OGNI GIORNO DI PERMANENZA NELLA STAZIONE ORBITANTE! Praticamente l’equivalente di 50 VITE LAVORATIVE DI 50 OPERAI, mentre il vitto e alloggio equivalgono a DUE ANNI LAVORATIVI DI UN OPERAIO. Chiaramente queste notizie non vengono diffuse, ma sembra che per i viaggi spaziali ci sia il tutto esaurito per i prossimi anni a venire! L’ambizione americana è di trovare le risorse per organizzare delle basi spaziali lunari per utilizzare, in qualche modo, le immense risorse minerarie del Nostro Satellite, soprattutto per quello che riguarda le Terre Rare, indispensabili per le nuove tecnologie presenti quasi esclusivamente in Cina.
Questa è la scienza e la tecnica al servizio del capitale, si pensa a trastullare i miliardari e non a risolvere i problemi che affliggono l’umanità; si pensa a cercare la vita e l’acqua su Marte e non fornire acqua potabile, anche semplicemente non inquinando le falde, alle popolazioni del terzo mondo; si spendono immani risorse per cercare la particella che ha dato origine all’universo, ma non di liberare l’umanità dai fabbisogni energetici.
In verità solo in una società che produce per il soddisfacimento diretto dei bisogni umani la scienza sarebbe al servizio del popolo, ma questa è una storia che non è stata ancora scritta.
PIETRO DEMARCO

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