NON SIAMO SCHIAVI DI MITTAL

Il partito operaio si chiedeva ieri SIAMO UOMINI O CAPORALI? la risposta è arrivata subito da Genova, 500 operai dell'ex Ilva hanno sfilato incazzati fino alla prefettura al grido "non siamo schiavi di Mittal."

Il partito operaio si chiedeva ieri SIAMO UOMINI O CAPORALI? La risposta è arrivata subito da Genova, 500 operai dell’ex Ilva hanno sfilato incazzati fino alla prefettura al grido “non siamo schiavi di Mittal.”


Dal secolo XIX di oggi

Ex Ilva a Cornigliano, è il giorno della protesta. Gli operai in corteo: «Non siamo schiavi di Mittal». Nulla di fatto in prefettura

Genova – Si è concluso davanti alla Prefettura il corteo dei lavoratori ex Ilva. I manifestanti hanno srotolato uno striscione con scritto ‘i lavoratori non sono una merce, non siamo schiavi di Mittal’.
Il corteo, a cui hanno partecipato oltre 500 lavoratori, si è svolto in modo ordinato e silenzioso: solo nelle due gallerie che costituiscono il tradizionale ultimo tratto del percorso i lavoratori hanno sfogato la loro rabbia con cori e slogan contro Mittal. «Ci siamo comportati con determinazione e senso civico a differenza dell’atteggiamento arrogante di ArcelorMittal, che è stata arrogante – ha detto al megafono il coordinatore dell’rsu Armando Palombo – Questa è la prima iniziativa pubblica in Italia e forse in Europa al tempo del Covid 19 ma non si può sempre tacere di fronte a chi abusa di tutto».
Nonostante il divieto a manifestazioni presente nell’ultimo decreto firmato ieri dal governo, gli operai hanno comunque deciso di scendere in strada in quella che è stata definita una «passeggiata con mascherine e rispetto del distanziamento sociale».

Nulla di fatto in prefettura
Fumata nera in Prefettura a Genova tra i vertici di Arcelor Mittal e Fiom, Fim e Uilm sulla vertenza dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano. L’azienda ha rifiutato la proposta di mediazione dei sindacati, sostenuta anche dalle istituzioni locali: la richiesta era di fermare la procedura di nuova cassa integrazione fino a giovedì in attesa fra l’altro della pubblicazione del decreto rilancio. La rabbia dei lavoratori in attesa davanti alla Prefettura non si è fatta attendere: in molti hanno chiesto di occupare immediatamente lo stabilimento. Domani è prevista un’assemblea in fabbrica alle 8.30. I sindacati pensano di aprire una conflittualità all’interno dello stabilimento, perché sanno che la battaglia potrebbe essere lunga. Intanto sempre domani sarà presentato un esposto in procura sull’illegittimità della cassa per covid.

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