ERA IL GIORNO DEL NACCHERO

Marco Polo nel Milione racconta di una terribile battaglia fra due eserciti imponenti. Prima di iniziare lo scontro, nei due schieramenti si cantano dolci e sommesse litanie, sono in attesa del suono del grande tamburo.

Marco Polo nel Milione racconta di una terribile battaglia fra due eserciti imponenti. Prima di iniziare lo scontro, nei due schieramenti si cantano dolci e sommesse litanie, sono in attesa del suono del grande tamburo. Quando il nacchero suona, gli schieramenti si lanciano l’uno contro l’altro e combattono per la vita e la morte.
Come venne in mente di fare del Primo Maggio il giorno in cui le forze degli operai dovevano essere schierate? Semplice, era ormai nella coscienza di tutti gli sfruttati di avere un nemico nei padroni e contro di essi andava, a livello internazionale, schierato nello stesso momento, tutto l’esercito operaio ed aspettare il suono del nacchero. Non nasce come festa del lavoro, nasce come giorno della manifestazione a livello mondiale della presenza di un esercito nemico, si passano in rassegna le forze, dalle fabbriche dell’ America, alle miniere della Germania, ai campi della Cina.
Un nemico inaspettato per i padroni del mondo e naturalmente fecero di tutto perché quel giorno fosse proibito, represso, ma per quanto a questo esercito si proibisse di schierarsi esso esisteva e si moltiplicava con lo sviluppo della grande industria. Aveva una bandiera universale rossa, senza simboli e segni, lei era il simbolo. Avevano una canzone da intonare prima dello scontro finale, l’Internazionale, il canto degli operai di tutto il mondo.
Un esercito del genere non poteva essere cancellato per le strade del Primo Maggio. Ed allora si inventarono, complici i capi corrotti o comprati dall’avversario, che il Primo maggio non era lo schieramento di un esercito nemico ma lo schieramento delle forze del lavoro, di chi produce. Da un giorno di guerra divenne un giorno di festa e tutti furono contenti. La festa del lavoro poteva essere elevata a ricorrenza nazionale anche dal governo più antioperaio del mondo.
Poi, siccome è una festa, cosa di meglio di un concertone? Il giorno del nacchero è diventato il giorno del concertone. Ma cosa succede nelle retrovie? L’esercito come tale non esiste, è stato frantumato dalla concorrenza, tanti ufficiali e sottufficiali sono stati comprati dal nemico per controllare i suoi movimenti. Ma c’è una novità, la massa dei potenziali soldati è aumentata di numero, è presente ovunque e le sue condizioni sono, rispetto allo stato di benessere sociale, peggiorate. Il Primo Maggio, ne possiamo stare sicuri, tornerà ad essere il giorno del nacchero, del grande tamburo.
E.A.

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