COSA MANGIANO I POVERI E … I LORO GATTI

VIAGGIO NEI WURSTEL, IN ALTRI CIBI SPAZZATURA E NEL MONDO DELL’HARD DISCOUNT E DEI LORO NATURALI CLIENTI, I POVERI.

VIAGGIO NEI WURSTEL, IN ALTRI CIBI SPAZZATURA E NEL MONDO DELL’HARD DISCOUNT E DEI LORO NATURALI CLIENTI, I POVERI.

Tempo fa, su questo telematico, si è aperto un ampio dibattito su cibo destinato ai poveri, gli alimenti a prezzi ribassati venduti nei supermercati. Ebbene, da qualche decennio, dai primi anni novanta, sono spuntate come funghi intere reti di distribuzioni destinate ai poveri, gli hard discount. Ormai, in tutti i paesi, questi supermercati destinati ai poveri, affiancano quelli “normali” e i loro affari non devono andare male, visto che possono pagarsi la pubblicità anche con personaggi famosi. Tutte queste catene commerciali sono nate da quando si è affermata la globalizzazione, un caso? Non proprio come vedremo in seguito. La crisi poi, grazie a salari da fame, ai licenziamenti, ha dato il suo contributo allargando l’area dei potenziali clienti.

Mi sono trovato a frequentare gli hard discount da quando ho scoperto che il cibo destinato agli umani può costare di meno di quello specifico per animali, avendo allora dei gatti in giardino ho sperimentato la convenienza della spazzatura dei cibi spazzatura. Chiaramente il confronto l’ho fatto con cibo per gatti, di basso prezzo che si trova negli stessi esercizi commerciali, il confronto con il cibo per animali di lusso sarebbe del tutto improponibile. Anche per gli animali si propongono le divisioni in classi dei loro padroni e i miei sono gatti proletari.

Andiamo, però, ad analizzare alcuni prezzi degli hard discount par renderci conto della realtà. Ci riferiamo all’area palermitana, in altre zone d’Italia possiamo trovare delle variazioni verso l’alto ma sostanzialmente la cosa non cambia. È da specificare che questi non sono prezzi ribassati ma ordinari, prodotti da ditte non legate necessariamente al marchio del supermercato, prodotti dai cui si ricava un profitto! Ebbene, in questi esercizi commerciali per poveri è possibile trovare mortadella confezionata a 30 centesimi di euro l’etto (3€ il chilo), wurstel a 19 centesimi all’etto (1,9 € al chilo), confezioni di prosciutto cotto a 45 centesimo all’etto e tanti altri prodotti a prezzi veramente stracciati. Prezzi ordinari e non sottoposti a regime di sconto! E che dire dell’aceto a 65 centesimi al litro, oppure dell’olio e vino a 99 centesimi al litro, ma anche la pasta a 55 centesimi al chilo? Ma il miracolo avviene con formaggi a pasta filata a 30 centesimi all’etto, prezzi inferiori alle materie prime da cui, in teoria derivano. Soprattutto per i formaggi, in teoria, ci vorrebbero almeno 4 € di latte per produrre un kilo di formaggio, com’è possibile produrre un prodotto trasformato a un prezzo di molto inferiore alla materia prima da cui deriva? Un mistero, certo che i miei gatti si sono sempre rifiutati di mangiare questi formaggi, qualcosa vorrà dire.

GLI HARD DISCOUNT E GLOBALIZZAZIONE.

Tutte le catene di distribuzione hard sono nate, almeno in Italia e in Europa, nei primi anni novanta del secolo scorso, in coincidenza con l’affermarsi della globalizzazione e con i nuovi sistemi di trasporti intermodali, una coincidenza? Non proprio, in realtà lo sviluppo dei cibi e delle merci a basso costo è stato possibile grazie alla facilità e all’estrema convenienza del commercio che ha permesso il procurarsi materie prime a bassissimo costo. Contemporaneamente gli accordi commerciali internazionali hanno permesso in Europa, e quindi anche in Italia, nuovi processi trasformativi degli alimenti fino allora vietati. Solo con queste congiunture è stato possibile la diffusione degli hard discount, figli diretti della globalizzazione e della crisi. Chiaramente tutto ciò ha provocato distruzione ambientale, dissesto economico nei paesi del terzo mondo ed ha accentuato il divario tra poveri e ricchi. Un esempio? L’olio di palma, ingrediente principale di tutti i prodotti da forno “per il popolo”, è coltivato nei tropici previa distruzione di foreste oppure imponendo in molti paesi questa coltura, al posto delle coltivazioni locali. Interi ambienti ed ecosistemi del sud est asiatico sono stati distrutti per permettere la produzione di cibo a basso costo! Senza considerare l’immenso impatto ambientale delle navi che solcano i mari per trasportare queste merci. Tutto questo per che cosa? Per il profitto, l’unico motore che muove le attività umana nel nostro sistema economico e sociale.

Sono stati anche gli accordi commerciali, però, a spianare la strada ai cibi e prodotti sottocosto. L’Unione Europea, con uno schizofrenismo imbarazzante e strumentale, da un lato ha condannato formalmente pratiche dannose alla salute e all’ambiente nel proprio ambito, come l’uso dei diserbanti sulle graminacee per farle seccare, dall’altro ha permesso l’importazione di derrate alimentari da paesi che applicavano queste pratiche. In questo modo gli imprenditori dei cibi a basso costo hanno avuto un’altra opportunità per propinare le loro schifezze: farine e altri derivati a basso costo pieni di pesticidi. La diffusione degli hard discount è stata preparata, però, da un’assillante pubblicità sugli sconti e sul basso costo degli alimenti, si doveva indurre la gente a risparmiare sul cibo per indirizzare il consumo su altri beni. La vera ragione di esistere dei supermercati per i poveri, mantenere salari da fame risparmiando sui bisogni primari.

COME MANGIANO I POVERI.

Quali sono i nuovi processi produttivi che hanno permesso di abbassare i prezzi di molti alimenti? Sicuramente il più importante è “la carne separata meccanicamente”, una pratica sempre diffusa negli USA, introdotta con i nuovi accordi commerciali anche in Europa e in Italia. Di seguito posto dei link di approfondimento che invito i lettori alla consultazione e lettura.

https://zapping2017.myblog.it/2017/04/15/cosa-si-mangia-nei-fast-food/?fbclid=IwAR1dtJlUH2yPluUbpF1oyxI0gq7cTbyvB1A3u_rdkmJ_bBklqVbTHtMySnM,

https://ciboserio.it/la-carne-separata-meccanicamente-in-quali-prodotti-la-usano/.

La carne separata meccanicamente, come si legge sui link postati, consiste nel macinare tutte le parti non utilizzabili per l’alimentazione diretta di pollo, tacchino o maiale che vengono finemente macinati e aggiunti alla carne in molti prodotti alimentari. In teoria il processo dovrebbe separare solo la carne attaccata alle ossa, in realtà si macinano anche parte delle ossa e tutto ciò che una volta era buttato e costituiva uno scarto, come le orecchie, la coda, il cervello, gli occhi e le interiora di scarto non utilizzabili. Tutto è macinato finemente, trattato con ammoniaca, reso inodore e insapore per poi essere colorato e “insaporito” con aroma artificiale e stabilizzato con abbondanti dosi di Nitrito di Sodio, nota sostanza cancerogena. La carne separata meccanicamente così ottenuta rientra, in varie proporzioni in molti prodotti alimentari come wurstel, mortadella, cotolette ma anche tortellini ravioli e altri prodotti a base di carne a basso costo, ma non solo. Qualche lettore ingenuo potrebbe chiedersi, come mai questo è permesso dall’agenzia sulla sicurezza alimentare, in verità a questo ente interessa solo che non si abbiano problemi di salute immediati, e non quelli cronici. Ecco allora spiegato l’arcano dei prezzi stracciati degli hard discount, si utilizzano prodotti che una volta rappresentavano uno scarto.

È vergognoso e moralmente inaccettabile che una società civile destini per l’alimentazione umana simile schifezze, ma è ancora più vergognoso che si accetti l’idea stessa del cibo spazzatura, che il cibo sano e semplice sia accessibile solo a chi se lo può permettere. La sana alimentazione è un diritto da garantire a tutti, punto, ma questo può avvenire solo se si produce per il soddisfacimento dei bisogni e non per il profitto.

P.S. oltre alla carne separata meccanicamente ci sono altri processi produttivi artificiosi utilizzati per altri alimenti e prodotti alimentari che permettono i bassi costi degli hard discount.

Pietro Demarco

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