COME È ANDATA LA PROIEZIONE DEL FILM “DELL’ARTE DELLA GUERRA”

Brevi note sulla proiezione del film di sabato 15 febbraio a Marigliano (NA) sulla lotta degli operai della INNSE. L’iniziativa  è stata organizzata da un gruppo di operai che si muovono per costruire un proprio partito indipendente.

Brevi note sulla proiezione del film di sabato 15 febbraio a Marigliano (NA) sulla lotta degli operai della INNSE. L’iniziativa è stata organizzata da un gruppo di operai che si muovono per costruire un proprio partito indipendente.


Il dibattito operaio che si è svolto dopo la proiezione del film-documentario “Dell’arte della guerra” sulla lotta degli operai della INNSE di Milano è stato molto proficuo e si è concentrato su come affrontare le ondate di licenziamenti nelle fabbriche.
Sono stati presenti alla proiezione ed al dibattito più di 40 operai, provenienti dalle principali fabbriche FCA del meridione, dalla Whirlpool, dalla Hitachi, dalla Bruscino e da realtà di piccole e medie fabbriche della zona del napoletano.
Si è entrati subito nel vivo del dibattito, sulla necessità di evitare di farsi portare a spasso dagli scioperi inutili e insignificanti e, nel contempo, di ricomporre il fronte dell’esercito operaio evitando ogni possibile frattura tra la maggioranza degli operai ed i delegati, i militanti operai di fabbrica più riconosciuti, che rappresentano e portano avanti i reali interessi operai.
La determinazione e i toni che si levavano dagli interventi che si sono susseguiti, a ritmo battente, riconoscevano la necessità di un partito operaio, richiamando esplicitamente il merito di quanti nell’area napoletana l’avevano proposto. Gli operai della INNSE presenti, riprendendo il documentario, ne hanno ulteriormente ribadito e approfondito i contenuti, rispondendo sia alle domande che alle problematiche emerse nel dibattito e dichiarando anche la propria disponibilità a confronti specifici con ogni singola fabbrica che ne facesse richiesta.
Non è certamente cosa da poco che un gruppo rappresentativo di operai abbia ragionato collettivamente sulla necessità di unirsi, di organizzarsi come un esercito. E non solo per resistere contro il padrone, ma per eliminare i padroni in quanto tali, nella consapevolezza che per far questo è necessario costituirsi in partito.

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