LA POLITICA DEL LAVORO DELLA LEGA

Salvini scopre oggi che gli operai possono essere licenziati, nei 14 mesi che è stato al governo sono state centinaia le fabbriche chiuse e migliaia i licenziamenti. Ma doveva pensare a colpire penalmente proteste con picchetti e blocchi e respingere i migranti.

Salvini scopre oggi che gli operai possono essere licenziati, nei 14 mesi che è stato al governo sono state centinaia le fabbriche chiuse e migliaia i licenziamenti. Ma doveva pensare a colpire penalmente proteste con picchetti e blocchi e respingere i migranti.

Caro Operai Contro,
Salvini con il 1° governo Conte, non si è mai occupato dell’incancrenita situazione dell’Ilva, creata dai precedenti governi e condivisa anche da Salvini stesso. Men che meno si è preoccupato degli operai che in quella fabbrica vengono sfruttati, avvelenati e uccisi per il profitto. Tantomeno si è occupato di Taranto, avvelenata dalle polveri dell’acciaieria. Ora, scoppiato il “caso Ilva”, Salvini si mostra preoccupato delle sorti degli operai! Stranamente ha abbandonato la veste del sovranista, al prima gli italiani ha sostituito prima il padrone Arcelor Mittal, “povero” padrone martoriato dal governo giallo-rosso.
La politica del lavoro della Lega, al governo con il 1° governo Conte, nei soli primi 6 mesi del 2019, ha visto Salvini fare scena muta mentre chiudevano 6.564 imprese artigiane, che così sono scese in Italia a 1.299.549. Molte di queste piccole imprese, non erano composte dal solo padroncino artigiano, ma a secondo del ramo di appartenenza, arrivano ad occupare compresi gli apprendisti, fino a 40 dipendenti, rimasti disoccupati. E’ stata una ghiotta occasione per Salvini, che ci ha costruito sopra la solita propaganda razzista, dando addosso agli immigrati che rubano il lavoro. Immigrati trasformati da Salvini nell’ombelico del mondo del male, causa della povertà e delle sofferenze di quanti immigrati non sono.
Sempre nei primi 6 mesi del 2019, con la silenziosa benedizione della politica del lavoro della Lega al governo, hanno chiuso per fallimento 5.714 imprese, altre per “crisi” di vario genere.
Per altre anche medie e grandi aziende(tra cui Alitalia, Fca, Mercatone Uno, Piaggio Aereo, Pernigotti,Whirlpool, Auchan, Blutec, la stessa Arcelor Mittal ecc.) la politica della Lega con il 1° governo Conte, è stata quella di collocare queste aziende, nello stato comatoso, insieme ad altre che lo erano già.
A giugno 2019 grazie anche alla politica del lavoro della Lega al governo, sono 160 i tavoli di crisi aziendali aperte al ministero dello sviluppo. 280 mila operai e lavoratori in cassa integrazione straordinaria, arrivata a 18,8 milioni di ore (di cui 5,2 milioni per solidarietà) registrando un incremento del 99,8% sull’anno. Tutto ciò sommato ai licenziamenti diretti e chiusura di aziende.
Una realtà che Salvini non ha mai voluto vedere, dirottava tutto su Di Maio allora ministro del lavoro. Salvo poi in linea con la sua fama di bauscia, arrogarsi il diritto di convocare le parti sociali a ridosso delle convocazioni ufficiali del governo. Dimostrando che dai temi scottanti, dove a farne le spese sono gli operai, lui, Salvini, si estraniava, dichiarando la non pertinenza del suo ministero, mentre era ed è tutto di sua competenza, là dove si trattava di colpire gli operai a prescindere dal colore della pelle e gli strati poveri. Come ha fatto con i decreti sicurezza del 1° governo Conte.
Ora Salvini chiede al governo di rassicurare gli operai della ex Ilva, perché il padrone Arcelor Mittal minaccia di andarsene se non gli si concedono 5 mila licenziamenti e l’immunità penale. Quest’ultima per poter sfruttare gli operai, (senza essere perseguiti penalmente), in condizioni di piena e brutale schiavitù, in totale spregio delle norme di sicurezza sul lavoro e della salubrità ambientale.
Finito all’opposizione in parlamento, il razzista a capo della Lega, strumentalmente con lo scoppio del “caso Ilva”, “scopre” l’esistenza degli operai, “scopre” che possono essere anche licenziati e si atteggia grossolanamente come loro paladino, a chiacchiere s’intende.
In realtà con il 1° governo Conte, Salvini ha emanato leggi mai viste per la loro durezza contro gli operai, ogni qual volta dovessero osare scendere in lotta, o semplicemente fare un picchetto o un blocco stradale. Questa la realtà della politica del lavoro della Lega che i nuovi arrivati al governo non hanno nessuna intenzione di abolire.
Saluti Oxervator

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