Partito operaio, il dado è tratto

Operai delle fabbriche FCA Pomigliano, FCA Melfi, INNSE Milano, Avio Pomigliano, Florida 2000, Ambiente spa, si sono incontrati a Napoli sabato 12 Ottobre 2019. Avendo la consapevolezza che la loro condizione non potrà mai veramente migliorare finché non sarà abolito il lavoro sotto padrone, hanno deciso di organizzarsi in partito, dandosi il seguente programma: 1. Dato che tutta la ricchezza delle classi possidenti viene dallo sfruttamento operaio dichiariamo che il nostro obiettivo è quello di non farci più sfruttare da nessun padrone. Vogliamo l’abolizione del lavoro sotto padrone, non vogliamo più padroni e di conseguenza vogliamo l’abolizione della condizione […]

Operai delle fabbriche FCA Pomigliano, FCA Melfi, INNSE Milano, Avio Pomigliano, Florida 2000, Ambiente spa, si sono incontrati a Napoli sabato 12 Ottobre 2019.
Avendo la consapevolezza che la loro condizione non potrà mai veramente migliorare finché non sarà abolito il lavoro sotto padrone, hanno deciso di organizzarsi in partito, dandosi il seguente programma:


1. Dato che tutta la ricchezza delle classi possidenti viene dallo sfruttamento operaio dichiariamo che il nostro obiettivo è quello di non farci più sfruttare da nessun padrone. Vogliamo l’abolizione del lavoro sotto padrone, non vogliamo più padroni e di conseguenza vogliamo l’abolizione della condizione di operai, di noi stessi.

2. Dato che la differenza fra ricchi e poveri – invece di diminuire – aumenta, posto che la ricchezza è prodotta dagli operai e la miseria dai padroni, decidiamo come operai  di non voler più vivere in povertà e di unirci  per farci restituire dai padroni il mal tolto e fondare una società in cui non si riformino più né ricchi né poveri, uscendo così dalla preistoria dell’umanità.

3. Dato che la necessità di succhiare sempre  più  lavoro non pagato agli operai ha sviluppato immense e nuove forze produttive tali da soddisfare i bisogni sociali di tutti, non è giusto che queste forze tecnologicamente avanzate servano solo a rendere più ricca e soddisfacente la vita di una parte di società. Le forze di produzione vanno liberate dal vincolo di essere mezzi di sfruttamento per diventare mezzi di emancipazione di tutti gli individui sociali. Per attuare questa possibilità, queste forze, devono diventare di proprietà comune sotto la direzione e la gestione di chi le usa, gli operai.

4. Dato che il potere in questa società si fonda sui soldi e il potere politico è espressione del potere economico e siccome il potere politico ha sempre agito per garantire gli interessi dei padroni e dei loro sostenitori, noi operai non vogliamo più sottostare a questo potere nemico, vogliamo conquistare per noi il potere di gestire la cosa pubblica, dare finalmente nelle mani della gran massa degli operai la gestione della società. 

5. La società è carica di una contraddizione esplosiva, i produttori diretti, gli operai, producono una immensa ricchezza sociale di cui usufruiscono sempre meno, solo quel poco per sopravvivere. Essere operai ed essere poveri è una situazione insopportabile e gli operai sono stanchi di vivere in questa situazione. 

6. Gli operai che sono giunti a queste conclusioni hanno deciso di organizzarsi in partito, un partito proprio contro tutti i partiti delle classi possidenti.

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