Il Pil cresce con salari da 5 centesimi orari

Caro Operai Contro, il governo Gentiloni ed i suoi reggicoda dell’informazione, esaltano la crescita del Pil. Come hai di recente denunciato, la crescita del Pil avviene attraverso un aumento dello sfruttamento e del super sfruttamento degli operai. Quello che qui sotto allego, è solo un esempio dei tanti modi che usano i padroni per continuare e aumentare lo sfruttamento degli operai. Saluti da una lettrice   Allego un estratto da L’Eco di Bergamo Lavoravano «in nero» a casa. La paga? 50 centesimi l’ora. Blitz della Guardia di Finanza: scoperti in 9. Guadagnavano non più di 250 euro al mese. […]

Caro Operai Contro,

il governo Gentiloni ed i suoi reggicoda dell’informazione, esaltano la crescita del Pil. Come hai di recente denunciato, la crescita del Pil avviene attraverso un aumento dello sfruttamento e del super sfruttamento degli operai. Quello che qui sotto allego, è solo un esempio dei tanti modi che usano i padroni per continuare e aumentare lo sfruttamento degli operai.

Saluti da una lettrice

 

Allego un estratto da L’Eco di Bergamo

Lavoravano «in nero» a casa. La paga? 50 centesimi l’ora. Blitz della Guardia di Finanza: scoperti in 9. Guadagnavano non più di 250 euro al mese. Dopo la scoperta, la scorsa estate, di 26 lavoratori irregolari operanti a domicilio per conto di un’azienda manifatturiera del Basso Sebino impegnata nel settore della lavorazione della gomma, i Finanzieri della Brigata di Sarnico, nell’ambito di attività di controllo economico del territorio a contrasto del «lavoro sommerso», hanno individuato un nuovo analogo caso.

Al momento dell’accesso, sono stati identificati i lavoratori presenti in azienda, intenti nell’esecuzione della cosiddetta «sbavatura di guarnizioni in gomma». A seguito dei riscontri documentali per accertare il rispetto degli obblighi fiscali e contributivi, i lavoratori presenti sono risultati in regola. Grazie però agli elementi raccolti nella fase antecedente all’intervento ed analizzando i documenti rinvenuti nella sede dell’azienda, i Finanzieri hanno scoperto altre 9 persone che lavoravano per conto dell’azienda totalmente in nero, a domicilio presso le rispettive abitazioni di Adrara San Rocco, Villongo e Castelli Calepio.

Dalle attività ispettive è emerso che i lavoratori (tra questi otto donne tutte extracomunitarie di nazionalità indiana, ad eccezione di un’italiana) venivano pagati in base al numero di pezzi lavorati e, pur lavorando alacremente, arrivavano a guadagnare un massimo di 250 euro al mese. In alcuni casi la paga è risultata di un euro per 1000 pezzi lavorati (e considerato che per eseguire la lavorazione di 1000 pezzi potevano essere necessarie anche due ore, il guadagno di fatto era di 0,50 centesimi di euro all’ora) Nei confronti dell’azienda sono state irrogate sanzioni per complessivi 27 mila euro, con obbligo di regolarizzare i lavoratori per l’intero periodo di lavoro prestato “in nero” e pagamento dei relativi contributi evasi.

 

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