OM BARI: OLTRE SEI ANNI DI PRESE IN GIRO

Redazione di Operai Contro, Gli operai dell’ex OM Carrelli elevatori di Modugno (Ba) sono ritornati in presidio, davanti alla vecchia fabbrica, e in piazza. Il 1° dicembre sarebbero dovuti rientrare in fabbrica, per cominciare a lavorare alla costruzione dell’auto elettrica “made in Bari”, ma la fabbrica era chiusa e deserta. Il progetto dell’auto elettrica era stato presentato con fragore a settembre alla Fiera del Levante. Regione Puglia, Tua Autoworks (che a giugno aveva rilevato lo stabilimento modugnese) e Fiom, Fim e Uilm avevano firmato l’intesa, fra abbracci e tappi di spumante in aria. Il presidente della Regione Puglia, Michele […]
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Redazione di Operai Contro,

Gli operai dell’ex OM Carrelli elevatori di Modugno (Ba) sono ritornati in presidio, davanti alla vecchia fabbrica, e in piazza.

Il 1° dicembre sarebbero dovuti rientrare in fabbrica, per cominciare a lavorare alla costruzione dell’auto elettrica “made in Bari”, ma la fabbrica era chiusa e deserta.

Il progetto dell’auto elettrica era stato presentato con fragore a settembre alla Fiera del Levante. Regione Puglia, Tua Autoworks (che a giugno aveva rilevato lo stabilimento modugnese) e Fiom, Fim e Uilm avevano firmato l’intesa, fra abbracci e tappi di spumante in aria. Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, il sindaco di Bari, Antonio De Caro, e quello di Modugno, Nicola Magrone, i vertici sindacali regionali e provinciali, tutti rivendicavano i propri meriti. Gli operai speravano, ancora una volta.

Solo un mese dopo il progetto ha cominciato a scricchiolare, dopo neanche tre mesi è crollato rivelandosi quello che era: un enorme tentativo di speculazione andato a vuoto. A ottobre la Tua Industries, controllata da Tua Autoworks, a sua volta nelle mani del fondo americano Lcv, è stata messa in liquidazione. Il progetto dell’auto elettrica non è partito.

La fuga della Tua Autoworks viene dopo il fallimento di altri progetti di reindustrializzazione dell’ex OM: Saltalamacchia, Frazer-Nash, Q-Bell, Bluetec. Tutti hanno provato a speculare sulla disponibilità di finanziamenti pubblici per milioni di euro, poi, quando si sono resi conto che il gioco non valeva la candela, tutti hanno in qualche modo disertato. Padroni, istituzioni e dirigenti sindacali hanno sbattuto gli operai da un tavolo all’altro, da un progetto all’altro, da una speranza all’altra, per coltivare i propri interessi o salvare a faccia davanti agli operai in lotta. Dopo più di sei anni (la chiusura della Om risale al 5 luglio 2011) dei 320 operai ne sono rimasti 191: la forza operaia è stata volutamente indebolita dai vertici sindacali e istituzionali locali e regionali, dal boicottaggio del presidio della fabbrica nel 2011 in poi.

Rimane però il fatto che 191 famiglie sono senza prospettive, la cassa integrazione scadrà il 22 dicembre e il suo eventuale rinnovo non risolverà granché. Dopo sei anni gli operai dell’Om sono ritornati in piazza. Le illusioni seminate a piene mani stanno svanendo. Padroni, istituzioni e sindacati non hanno più niente da offrire per illudere ancora. Per gli operai, alle prese con debiti e fame, la misura comincia a essere realmente colma.

Saluti dalla zona industriale di Bari

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