ILVA: FORSE SI SALVA, FORSE FALLIRA’, OPERAI SEMPRE MAZZIATI

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno lva, stop Altoforno 5 TARANTO – L’Ilva ferma l’altoforno 5, il più grande d’Europa. Domani l’ultimo colaggio, poi il cuore dell’impianto – che garantisce il 40% della produzione della ghisa – si spegnerà. Il suo rifacimento è previsto dall’Autorizzazione integrata ambientale. Le operazioni sono graduali: prima la fermata e a seguire gli interventi sugli impianti di condensazione dei vapori loppa, di depolverazione del campo di colata e della Stock House. I lavori dovrebbero durare un anno. La produzione dello stabilimento di Taranto subirà una drastica riduzione fino al riavvio, previsto entro il primo agosto, dell’altoforno 1, […]

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno

lva, stop Altoforno 5

TARANTO – L’Ilva ferma l’altoforno 5, il più grande d’Europa. Domani l’ultimo colaggio, poi il cuore dell’impianto – che garantisce il 40% della produzione della ghisa – si spegnerà. Il suo rifacimento è previsto dall’Autorizzazione integrata ambientale. Le operazioni sono graduali: prima la fermata e a seguire gli interventi sugli impianti di condensazione dei vapori loppa, di depolverazione del campo di colata e della Stock House. I lavori dovrebbero durare un anno.

La produzione dello stabilimento di Taranto subirà una drastica riduzione fino al riavvio, previsto entro il primo agosto, dell’altoforno 1, fermo dal dicembre 2012 per gli stessi adeguamenti. Lo spegnimento dell’afo5, mai sottoposto a manutenzione straordinaria e considerato pericoloso dagli stessi operai, farà lievitare anche il ricorso ai contratti di solidarietà, che fino ad oggi hanno riguardato 1.200 lavoratori. L’ammortizzatore sociale è stato prorogato dal 3 marzo per il terzo anno consecutivo e potrà interessare, a rotazione, un massimo di 4.074 unità dichiarate in esubero.

L’azienda oggi ha comunicato che dal 18 marzo si fermeranno 57 dipendenti e dal 25 toccherà ad altri 20 colleghi, a cui si aggiungeranno gli addetti alle manutenzioni una volta finite le operazioni di messa in sicurezza degli impianti. Restano in marcia gli altiforni 2 e 4.

L’impegno della gestione commissariale è quello di ridurre le emissioni con la piena attuazione delle misure dell’Aia e con l’innovazione tecnologica. La dotazione finanziaria prevista dal recente decreto convertito in legge è di due miliardi di euro, ma solo una minima parte al momento è esigibile. Fintecna ieri ha versato all’Ilva 156 milioni di euro come liquidazione definitiva in relazione all’obbligazione del contratto di cessione di Ilva Laminati Piani.

Determinante però risulterà lo sblocco di 1,2 miliardi di euro sequestrati ai Riva. Sul futuro dell’azienda si è espresso oggi Andrea Guerra, consigliere strategico del premier Renzi per la politica industriale, secondo il quale “se Ilva è salva o no lo sapremo per l’estate. O salva o fallita”. Dell’Ilva si è parlato anche a Bruxelles da dove il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, al termine dell’incontro con il commissario Ue all’ambiente Karmenu Vella, ha annunciato che “è stata accolta la proposta di un tavolo tecnico a cui parteciperanno i commissari straordinari e i tecnici dei ministeri”.

Intanto, oggi a Taranto è stata celebrata una nuova udienza, davanti al gup Vilma Gilli, del processo originato dall’inchiesta ‘Ambiente svendutò, che vede alla sbarra 49 persone fisiche e tre società. Il pm Raffaele Graziano ha depositato il verbale sulla testimonianza di un dipendente Ilva chiamato a riferire sulle pratiche operative nel reparto Ima e sull’incidente del 28 novembre 2012 in cui perse la vita il 24enne Francesco Zaccaria.

L’operaio manovrava una gru che cadde in mare al passaggio di un tornado. I legali di tutte le parti civili si sono associati alle richieste di rinvio a giudizio già avanzate dalla procura. Nella prossima udienza, fissata per il 18 marzo, inizieranno le arringhe del collegio difensivo.

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