CRONACHE DA MELFI

Redazione, dopo un periodo di prove generali, senza riposi per noi operai, con le multiple e molte volte false comandate neanche sancite dal contratto, la Fiat a Melfi con la complicità dei sindacati bianchi e gialli, in cambio di assunzioni precarie e ricattabili, ci chiede di lavorare anche il sabato notte, la domenica pomeriggio e la domenica notte. La spremitura non è per tutti, ma solo per chi non ha ancora problemi di salute e può essere spremuto per bene. A molti di noi ci hanno tenuto a casa durante la cassa integrazione perché non producevamo abbastanza, dicevano. Ad […]

Redazione,

dopo un periodo di prove generali, senza riposi per noi operai, con le multiple e molte volte false comandate neanche sancite dal contratto, la Fiat a Melfi con la complicità dei sindacati bianchi e gialli, in cambio di assunzioni precarie e ricattabili, ci chiede di lavorare anche il sabato notte, la domenica pomeriggio e la domenica notte.

La spremitura non è per tutti, ma solo per chi non ha ancora problemi di salute e può essere spremuto per bene.

A molti di noi ci hanno tenuto a casa durante la cassa integrazione perché non producevamo abbastanza, dicevano. Ad altri di noi hanno fatto credere di favorirli chiamandoli a lavorare.

Bisognava dividerci, continuano a farlo per sfruttarci meglio e di più.

Ci sono tanti di noi comandati a produrre la Punto.

Ci sono tanti di noi comandati a produrre le nuove vetture.

Quelli comandati a produrre la Punto, sono quelli con problemi di salute, quelli che fino a qualche giorno fa lavoravano su due turni, mattino e notte.

Quelli comandati a produrre le nuove vetture, sono quelli che fanno mattino, pomeriggio e notte e a loro si chiede di lavorare anche sabato notte, domenica pomeriggio e domenica sera.

La Fiat per risparmiare sulle maggiorazioni, per noi che produciamo la Punto e abbiamo problemi di salute, ha deciso di non farci lavorare più sulle notti e ha comunicato che lavoreremo solo sul primo e secondo turno.

I soldi risparmiati sulle maggiorazioni, saranno dati agli altri operai che dovranno lavorare anche sabato notte, domenica pomeriggio, domenica notte. Ma anche su questi la Fiat vuole risparmiare, i riposi infatti cadranno solo sui turni di pomeriggio e sulle notti, turni su cui ci sono le maggiorazioni, ma mai sul turno di mattina, che non prevede maggiorazioni.

Chi di noi può produrre di più, resterà più tempo in fabbrica. Chi di noi non riesce a farlo resterà a casa sua, questo ha deciso il padrone.

Chi di noi lavorerà di più avrà qualcosa in più, chi non può farlo si arrangi e resti a casa sua. A casa sua con quattro soldi, tolte le notti e le maggiorazioni, questo ha deciso il padrone.

Qualcuno ha forse osteggiato le comandate e le fasulle comandate?

Una parte dei delegati della Fiom che hanno proclamato sciopero.

E gli altri? I delegati Fiom che non hanno aderito si sono recati a lavoro. Per quelli degli altri sindacati non possiamo dire neanche questo, visto che tutto fanno meno che lavorare.

La Fiom provinciale è rimasta a guardare, non ha proclamato gli scioperi e ha lasciato fare al gruppetto sparuto dei delegati scioperanti.

Il segretario regionale è stato messo in discussione e, durante un comitato politico, posto in minoranza, in un angolo, è finito. La Fiat deve andare avanti come un treno in corsa.

La maggioranza dei delegati Fiom ha sempre la stessa cosa in testa. L’obbiettivo di questi delegati è conciliare con la Fiat ed avere gli stessi privilegi che hanno i delegati aderenti ai sindacati concertativi.

La Fiom, con Landini in persona, propone ai suoi che i soldini delle comandate siano devoluti a chi non lavora.

Quando dobbiamo sopportare ancora per reagire?

E’ possibile che dopo tutto quello che ci fanno, continuiamo a sbagliare? Oltre il 90 per cento di noi (ammesso e non concesso che i dati non siano falsi) è andato a votare per una rappresentanza sindacale assoggettata.

Non è forse giunto il momento di organizzarci in proprio?

Si sono svolte le assemblee. Tanti di noi hanno gridato, si sono lamentati per la nuova turnazione proposta, che sarà firmata, come hanno annunciato i sindacati firmaioli, lunedì. Tanti si sono lamentati dell’andazzo per le cose che non vanno, dei ritmi, dei carichi di lavoro che aumentano sempre di più.

Anche molti operai appena giunti con contratti precari non ce la fanno, alcuni hanno mollato tutto. Non è possibile continuare ad andare avanti così, le condizioni che ci chiederanno saranno sempre peggiori.

Serve un organizzazione politica indipendente e operaia, bisogna costruirla con chi come noi vive le nostre stesse condizioni.

Gli altri si organizzano, facciamolo anche noi.

Un operaio della SATA di Melfi

 

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