OPERAI PETROLIFERO U.S.A. PROSEGUONO GLI SCIOPERI, IL SINDACATO USW FRENA

Redazione di OperaiContro, prosegue a testa alta la lotta degli operai del settore petrolifero negli Stati Uniti d’America, capaci di incidere direttamente ed allargarsi anche in alcuni impianti del settore chimico della Federazione. Nella serata di giovedì 19 febbraio sono saltate per la sesta volta le trattative intavolate dalla United Steel Workers (USW) con la maggiore delle compagnie coinvolte, il colosso multinazionale SHELL. Il sindacato prosegue quindi le rivendicazioni contro la scarsità di mezzi e risorse economiche per aumentare i salari, la mancata volontà di accollarsi integralmente i costi dell’assicurazione sanitaria e migliorare la sicurezza sul lavoro. È stato […]

Redazione di OperaiContro,

prosegue a testa alta la lotta degli operai del settore petrolifero
negli Stati Uniti d’America, capaci di incidere direttamente ed
allargarsi anche in alcuni impianti del settore chimico della Federazione.

Nella serata di giovedì 19 febbraio sono saltate per la sesta volta le
trattative intavolate dalla United Steel Workers (USW) con la maggiore
delle compagnie coinvolte, il colosso multinazionale SHELL. Il sindacato
prosegue quindi le rivendicazioni contro la scarsità di mezzi e risorse
economiche per aumentare i salari, la mancata volontà di accollarsi
integralmente i costi dell’assicurazione sanitaria e migliorare la
sicurezza sul lavoro.

È stato proprio quest’ultimo argomento a fare abbandonare il tavolo agli
operai, capaci di fermare oltre 1/6 degli addetti nel settore ed il 13%
degli impianti statunitensi. I diversi scioperi con picchetti proseguono
dunque inalterati; molti operai sfidano per diverse ore consecutivamente
temperature sotto lo zero.

Uno degli operai in picchetto davanti ad uno degli stabilimenti della
BP-Husky afferma: “Vogliono cambiare le leggi sul lavoro in maniera tale
da evitare nuove assunzioni per sostituire chi va in pensione, facendoci
lavorare così il doppio per avere identici profitti”.

Il Comitato per la Quarta Internazionale (ICFI) denuncia però che l’USW
non si sta spendendo appieno per la riuscita di un vero sciopero
nazionale esteso in tutti gli Stati Uniti, segnalando che gli
stabilimenti di ExxonMobil, la più grande multinazionale del settore al
mondo, vengono volutamente mantenuti fuori dalla trattativa. Gli operai
vengono ammansiti e tenuti al lavoro dall’USW stessa, anche a seguito
dell’ingente esplosione avvenuta mercoledì nello stabilimento di
Torrance, in California che ha ferito diversi addetti: il sindacato non
ha comunque coperto lo sciopero per i suoi 274 iscritti.

La lotta degli operai del petrolchimico prosegue ormai da mesi; da
diverse settimane si sciopera e si picchettano gli impianti; gli
scioperi si estendono a macchia d’olio, sconfinando anche in alcuni
impianti canadesi.

La situazione oggettiva non può giustificare alcun tatticismo
attendista, tantomeno una strategia separata.

Operai statunitensi eliminate gli ostacoli dei pompieri delle proteste;
che lo sciopero si estenda a tutto il Nordamerica.

Saluti Operai da Bologna

m.l.

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