BOSCHI E RENZI MINISTRI DEI PADRONI

Redazione Operai Contro, Matteo Renzi a un anno da suo insediamento a presidente del consiglio procede imperterrito per la sua strada, pretende di cambiare l’Italia a suon di riforme soprattutto utilizzando sempre più il voto di fiducia che di fatto blocca la discussione in Parlamento facendo decadere qualunque proposta di modifica. Fin qui niente di nuovo, anche i suoi predecessori hanno in passato abusato del voto di fiducia per approvare le leggi. Ma il suo governo oltre ad aver approvato leggi e riforme, vedi il job Act contro gli interessi degli operai, dei giovani, dei disoccupati, dei precari, ha anche approvato decreti a favore dei […]

Redazione Operai Contro,

Matteo Renzi a un anno da suo insediamento a presidente del consiglio procede imperterrito per la sua strada, pretende di cambiare l’Italia a suon di riforme soprattutto utilizzando sempre più il voto di fiducia che di fatto blocca la discussione in Parlamento facendo decadere qualunque proposta di modifica. Fin qui niente di nuovo, anche i suoi predecessori hanno in passato abusato del voto di fiducia per approvare le leggi. Ma il suo governo oltre ad aver approvato leggi e riforme, vedi il job Act contro gli interessi degli operai, dei giovani, dei disoccupati, dei precari, ha anche approvato decreti a favore dei padroni e dei politici stessi che rappresentano il governo Renzi. Infatti uno fra i diversi decreti che ha fatto discutere subito dopo la sua approvazione ma che ora non se ne parla più è la riforma delle banche popolari, perché?

Perché il decreto riguardava la Banca Etruria, l’istituto nel quale il vice presidente è Pier Luigi Boschi padre di Maria Elena Boschi il ministro per le riforme costituzionali e rapporti con il Parlamento, per cui esiste un conflitto di interessi visto il ruolo della famiglia Boschi nelle attività della banca e nella quale lavora anche il fratello Emanuele. La banca era in grave difficoltà finanziaria e l’improvvisa riforma del governo Renzi con l’imposizione della trasformazione delle prime dieci banche popolari in società per azioni ha agevolato la banca Etruria a superare le difficoltà. Nel giorno dell’annuncio del decreto, il titolo in Borsa ha visto il suo valore aumentare del 57% e la Boschi è chiamata in causa perché socio della banca con un pacchetto di azioni che hanno giovato dell’aumento. Nel frattempo è partita un’indagine della Consob sulla vicenda della Banca Etruria che da poco tempo era stata commissariata su proposta della Banca d’Italia.

Noi operai sappiamo benissimo come andrà a finire l’indagine, con un nulla di fatto e nessun conflitto d’interesse. Resta il fatto che le frasi celebri della Boschi ” il nostro governo farà sempre l’interesse dei cittadini” sono una bella presa per il culo.

Noi operai che ci spacchiamo la schiena tutti i giorni per quattro soldi, delle promesse e prese per il culo di Renzi, della Boschi ,di Padoan siamo stanchi, delle loro riforme e delle leggi delega truffa che ci creano solo danni non ne possiamo più.

Operai organizziamoci in un partito operaio contro i padroni sfruttatori e contro i loro servi ministri che non legiferano mai per i nostri interessi.

Antonio operaio di una fabbrica di Cremona.

 

 

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