SATA DI MELFI

Si sono concluse da pochi giorni le elezioni della nuova RSA alla Fiat di Melfi. La Fiom è stata esclusa però sembra abbia diritto a 15 RSA. Il sindacato di base è stato completamente cancellato e messo da parte, non ha potuto presentare una propria lista e non ha diritto secondo le regole del padrone a nessun RSA. In testa la Uilm, la Fismic aumenta di voti e di delegati, la Fim, nonostante la man forte dei delegati Failms passati con questo sindacato, perde 6 RSA, l’UGL perde voti e delegati. Una nuova lista si fa avanti è quella […]

elezioni rsa

Si sono concluse da pochi giorni le elezioni della nuova RSA alla Fiat di Melfi.

La Fiom è stata esclusa però sembra abbia diritto a 15 RSA. Il sindacato di base è stato completamente cancellato e messo da parte, non ha potuto presentare una propria lista e non ha diritto secondo le regole del padrone a nessun RSA.

In testa la Uilm, la Fismic aumenta di voti e di delegati, la Fim, nonostante la man forte dei delegati Failms passati con questo sindacato, perde 6 RSA, l’UGL perde voti e delegati.

Una nuova lista si fa avanti è quella dei capi e quadri che ottiene 2 RSA.

Subito dopo essersi concluse le elezioni la Fiat oltre lo straordinario di sabato, chiede e ottiene lo straordinario per la domenica sera.

Gli operai dopo una lunga settimana di primo turno staccano il sabato alle 13.30, riprendono la Domenica alle 22.00 e in un colpo solo sparisce il riposo.

Le RSA aderenti alla Fiom contro questo ulteriore peggioramento proclamano sciopero, la segreteria Fiom si sfila e resta a guardare.

Nel frattempo centinaia sono gli operai interinali assunti che varcano i cancelli.

Molti di loro non vedevano l’ora di entrare, probabilmente hanno fatto i salti mortali per ottenere di essere chiamati. Una quarantina non ce l’ha fatta a sostenere i ritmi estenuanti e si è licenziata.

Per loro il sogno di una isola felice in Fiat è finito subito e dopo pochi giorni hanno lasciato.

Sulle linee di montaggio è sempre più frequente il fatto che gli operai si sentano male.

Qualcuno degli interinali sembra sia stato addirittura ricoverato in stato confusionale perché non ha retto all’andazzo.

Si prevede un futuro ancora più cupo per gli operai che ancora accettano determinate condizioni imposte dal padrone con la complicità dei sindacati collaborazionisti. Certo è un paradosso che, malgrado tutti si lamentino del peggioramento delle condizioni di lavoro, siano andati poi in tanti a votare, senza neanche annullare la scheda, ma c’è poco da fidarsi sui dati forniti, perché le consultazione elettorale si è svolta senza alcuna possibilità di controllo da parte degli operai e dei sindacati esclusi.

Un operaio di Melfi

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1 Comment

  1. Fabio

    E come mai adesso non ballano come qualche mese fa…….xke le danze della vergona sono finite eadesso a ballare e il padrone su i sacrifici degli OPERAI VERGOGNATEVI