LA LOTTA DEGLI OPERAI ANSALDO È LA LOTTA DI TUTTI GLI OPERAI

Redazione invio il volantino distribuito al presidio e alla manifestazione degli operai Ansaldo di Gioia del Colle LA LOTTA DEGLI OPERAI ANSALDO È LA LOTTA DI TUTTI GLI OPERAI   Operai dell’Ansaldo Caldaie, la vostra fabbrica non è l’unica che rischia la chiusura. Molte altre fabbriche, anche non lontano da Gioia del Colle, sono chiuse o rischiano la chiusura. Molti altri padri di famiglia sono, come voi, in presidio davanti alla fabbrica e passano le notti all’addiaccio, in una tenda o sotto un gazebo, per portare il pane a casa, ai figli.   Operai dell’Ansaldo, la vostra situazione è uguale […]

Redazione invio il volantino distribuito al presidio e alla manifestazione degli operai Ansaldo di Gioia del Colle

LA LOTTA DEGLI OPERAI ANSALDO È LA LOTTA DI TUTTI GLI OPERAI

 

Operai dell’Ansaldo Caldaie, la vostra fabbrica non è l’unica che rischia la chiusura. Molte altre fabbriche, anche non lontano da Gioia del Colle, sono chiuse o rischiano la chiusura. Molti altri padri di famiglia sono, come voi, in presidio davanti alla fabbrica e passano le notti all’addiaccio, in una tenda o sotto un gazebo, per portare il pane a casa, ai figli.

 

Operai dell’Ansaldo, la vostra situazione è uguale a quella degli operai di tante altre fabbriche. E come gli operai sono uguali dovunque, così i padroni agiscono nello stesso modo in ogni fabbrica. Questi, quando non fanno più abbastanza profitti sfruttando gli operai, dichiarano la crisi dell’azienda o la chiudono subito per delocalizzare la produzione dove possono sfruttare di più altri operai. Il gioco sporco della Sofinter è lo stesso di tutti i padroni: ha le commesse, eppure decide di andare a produrre dove potrà pagare gli operai meno di quanto paga voi.

 

I padroni fanno i loro comodi e il costo dei loro interessi ricade sugli operai: prima sfruttati, costretti a lavorare per quattro soldi in condizioni insopportabili, ad ammalarsi e a morire in fabbrica; dopo, quando non servono più, licenziati, in mezzo alla strada, ridotti alla fame.

 

In tutte le fabbriche, in tutti i luoghi dove lavorano operai, il copione è lo stesso. Così è per gli operai dell’Ansaldo Caldaie, dell’Om Carrelli elevatori, della Bari Fucine Meridionali e della Bridgestone di Modugno, della Natuzzi di Santeramo, della Sangalli di Manfredonia, così è per gli operai dell’Auchan di Triggiano, di Mercatone Uno di Bari, e così via.

 

E però dovunque padroni, sindacalisti e politicanti hanno abituato gli operai a perdere.

I padroni fanno la voce grossa e tirano dritto, sanno di avere validi alleati. I sindacalisti chiedono tavoli di confronto, organizzano qualche viaggio a Roma o processione di protesta, ci invitano a stare buoni, poi al massimo firmano un accordo di ristrutturazione o messa in cassa integrazione, presentandocelo come una conquista, oppure accettano i licenziamenti. I politicanti, quando non sono impegnati a intascare tangenti, ci invitano anch’essi a stare zitti e invocano gli ammortizzatori sociali, chiedono che lo stato ci metta qualche euro e finisca tutto là.

 

Operai dell’Ansaldo, questa è l’amara realtà che viviamo ogni giorno. Con i loro tavoli concertativi e istituzionali, con i loro accordi storici, politicanti e sindacalisti ci stanno mandando allo sbando.

Perciò dobbiamo lottare non per accontentarci della cassa integrazione, ma per mantenere il posto di lavoro in fabbrica! Non perché ci piaccia lavorare per un padrone, non perché ci piaccia essere sfruttati, ma solo perché quel lavoro ci permette di sopravvivere, noi e le nostre famiglie.

 

Piuttosto che accettare la fame, resistiamo presidiando od occupando gli stabilimenti!

Basta con le continue prese in giro dei tavoli di trattative, i quattro soldi della cassa integrazione, la mobilità, i licenziamenti.

Operai dell’Ansaldo, coordiniamoci, uniamoci. La lotta di una fabbrica è la lotta di tutti gli operai. La vostra lotta è la lotta di tutti gli operai.

 

    Associazione per la Liberazione degli Operai-Sez. Bari

fip   05/02/2015                Per contatti scrivere: Via G. Matteotti, 496 – 20099 Sesto San Giovanni (MI)

http://www.asloperaicontro.org      http://www.operaicontro.it                 e-mail: info@operaicontr

Ansaldo 7 febbraio

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