Iraq, Stato islamico all’attacco di Kirkuk

Redazione, Il criminale di guerra Obama dava i soldati dello “stato islamico” in disfacimento per l’azione dei bombardamenti della grande coalizione (50 paesi). Invece i  soldati dello stato islamico attaccano Altri mercenari al servizio degli USA si oppongono La terza guerra mondiale avanza Riportiamo una cronaca di Adriano Sofri ( ex rivoluzionario,di Lotta Continua) che per sbarcare il lunario scrive per la Repubblica. dalla Repubblica I jihadisti sono riusciti a occupare un sobborgo della grande città del petrolio. L’offensiva ha interessato la zona con la maggiore concentrazione di sfollati dalle aree conquistate dal sedicente califfato. La resistenza dei curdi […]

Redazione,

Il criminale di guerra Obama dava i soldati dello “stato islamico” in disfacimento per l’azione dei bombardamenti della grande coalizione (50 paesi). Invece i  soldati dello stato islamico attaccano

Altri mercenari al servizio degli USA si oppongono

La terza guerra mondiale avanza

Riportiamo una cronaca di Adriano Sofri ( ex rivoluzionario,di Lotta Continua) che per sbarcare il lunario scrive per la Repubblica.

dalla Repubblica

I jihadisti sono riusciti a occupare un sobborgo della grande città del petrolio. L’offensiva ha interessato la zona con la maggiore concentrazione di sfollati dalle aree conquistate dal sedicente califfato. La resistenza dei curdi

di ADRIANO SOFRI

Le forze del Daesh (lo “Stato Islamico”) hanno lanciato la notte scorsa un attacco a sorpresa nella zona a sud di Kirkuk e all’interno della grande città del petrolio, che ha una vasta popolazione araba accanto a una maggioranza di curdi e un’altra minoranza di turcomanni. I jihadisti hanno travolto il checkpoint di Khalid, sono riusciti a occupare il sobborgo di Tel al Ward e hanno compiuto attentati con autobombe e cecchini nella zona di Al Majidia, all’interno della città. Un generale curdo e cinque peshmerga sono stati uccisi, e decine di altri feriti.

I luoghi dell’attacco sono quelli che ospitano la più numerosa popolazione di sfollati, 10 mila a Kirkuk, e 10 mila a Suli, fuggiti dai territori occupati dal sedicente califfato, e ora costretti a cercare riparo all’improvviso nella notte nelle zone sicure della città. 500 famiglie si sono rifugiate a Suli. Anche molti cittadini di Kirkuk sono fuggiti verso Erbil.

Altri attacchi sono avvenuti questa mattina, ma la risposta dei difensori curdi, cui si è aggiunta una grossa forza guidata da Kosrat Rasul Ali e dal ministro dei peshmerga, ha riconquistato le posizioni.

Gli accessi alla città sono chiusi, e all’interno è decretato un coprifuoco a persone e veicoli che non siano militari o sanitari, o destinati alla manutenzione dell’energia. Le sparatorie che si sentono ancora sono di festeggiamento. Ma il controllo, specialmente nella zona sud della città, popolata da arabi sunniti, si è molto rafforzato.

Non è un caso che l’attacco sia venuto nel giorno in cui il Parlamento iracheno ha approvato il bilancio per il 2015 di cui il 17 per cento andrà al Governo Regionale Curdo, regolando un’annosa questione. Soprattutto, nel bilancio è stato approvato anche il finanziamento per le forze armate curde del peshmerga. Il nuovo episodio non fa che rafforzare la convinzione curda dell’irreversibilità del ritorno di Kirkuk al Kurdistan.

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